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20 ottobre 2008
"Società in evoluzione: il ruolo del medico di medicina generale e del farmacista sul territorio".
Il corso ECM organizzato dall'Ordine

"Società in evoluzione: il ruolo del medico di medicina generale e del farmacista sul territorio"

"Società in evoluzione: il ruolo del medico di medicina generale e del farmacista sul territorio". Questo il titolo del Corso ECM organizzato dall’Ordine dei Farmacisti di Pesaro e Urbino che si è svolto domenica 19 ottobre presso l’auditorium dell’Alexander Museum Hotel di Pesaro. In realtà, la definizione di "Corso ECM", per quanto di per sé ricca di prestigiosi e significativi contenuti, è decisamente riduttiva rispetto al livello e al grado di interesse suscitato dalle relazioni che si sono succedute. Il tutto, con l’happening della cerimonia per il festeggiamento dei 50 anni di laurea di 4 "storici" farmacisti della nostra provincia e l’iscrizione di oltre 30 giovani colleghi neo laureati.

La prima sessione è stata aperta dalla professoressa Lella Mazzoli, del dipartimento di Sociologia dell’Università di Urbino, che ha affrontato il tema della "Relazione Medico – Paziente e intermediazione del farmacista". In particolare, si è parlato dal punto di vista del cittadino, immedesimandosi cioè in quello che la gente si aspetta in prima battuta dal medico ed in seconda dal farmacista. La definizione di "Farmacista = Consigliere Esperto o Competente Divulgatore" apre in effetti una nuova prospettiva nell’autoreferenzialità del farmacista che, per i grandi cambiamenti della società in genere legati soprattutto all’influenza non sempre idonea della comunicazione mediatica, si trova oggi a doversi confrontare con una clientela in ogni caso, positivo e negativo, molto più esigente e attenta rispetto al passato.

Nel dettaglio di ciò che poi effettivamente fa il farmacista sul territorio, è sceso il Presidente dell’Ordine Romeo Salvi, presentando dati ed esempi concreti di come, pur essendo mutata l’impostazione della farmacia, sorprendentemente gli strumenti di base sono quelli di un secolo fa, come ha dimostrato paragonando la pubblicità di inizio ‘900 con quella contemporanea. Ma, fra i tanti spunti, gli aspetti più rilevanti colti da Salvi sono stati quello sull’invecchiamento e sulla "femminilizzazione" della professione (nella provincia di Pesaro l’età media dei titolari è di 56 anni mentre nella fascia più bassa di età oltre i due terzi della forza lavoro è costituita da donne, con tutto ciò che ne consegue a livello di ricadute nella vita privata) insieme all’evidenziazione di come, per quanto se ne dica, considerando l’invecchiamento della popolazione, la spesa per la farmaceutica non potrà che aumentare visto che, poi, è sulla parte "pubblica", quella cioè a carico dello Stato e gratis per il cittadino, che anche le industrie puntano ben sapendo che il business è lì, non certo nella esigua fetta della spesa privata, costante negli anni.

Il dottor Gabriele Scattolari ha invece puntato l’attenzione sul "Ruolo e funzione del Medico", partendo da quella è la definizione europea del Medico di Famiglia: l’omogeneità di tale fondamentale funzione conferma quindi come nell’ambito della CEE ci sia la precisa volontà di uniformare gli standard di qualità pur nel rispetto di una ben precisa identità nazionale che, nel campo della salute, lascia la logica autonomia ai governi per le rispettive strategie in tema da Sanità. Il dottor Scattolari, presidente provinciale della FIMG, ha quindi insistito sulla necessità che la classe medica sia ben presente ai tavoli decisionali perché non si può prescindere da un operatore che ogni anno, su una media di 1.000 pazienti, effettua quasi 8.000 visite!

Ha chiuso il corso il professor Giorgio Tarzia, preside della Facoltà di Farmacia dell’Università di Urbino, come premesso nella presentazione di Massimiliano Marra recentemente insignito di un premio a livello mondiale per la sua attività di ricercatore. Partendo dalla "Dichiarazione di Bologna" firmata da ben 29 nazioni continentali nel 1999, Tarzia ha precisato che il mondo accademico ha creduto sin da tempi lontani nella modernizazzione del corso di studi in Farmacia uniformandolo in modo di dare uguale accesso alla professione in ogni Paese europeo. Ciò che manca, ora, è solo l’anello finale, quello della cosiddetta "Pharmaceutical Care ma anche in questo settore non mancano i primi esempi legata alla "storia sanitaria" dei pazienti che, entro breve, diventeranno utilizzabili ad ampio respiro. Il tutto, però, sarebbe auspicabile con l’identificazione di "Farmacista di Famiglia", un po’ come avviene col medico…

Alla fine di tutte le relazioni, il principale dato che è emerso è stato quello di una necessità di trovare al più presto gli strumenti opportuni e concreti per rendere l’interazione fra Medico e Farmacista sempre più attiva e propositiva nell’interesse della salute dei cittadini e delle esigenze dei bilanci del SSN che, è bene non dimenticarlo, condizionano pesantemente le scelte diagnostiche e le terapie.

Ad intervallare il Corso c’è stata la toccante celebrazione dei "cinquantenni" di Laurea e, direttamente dalle mani di Piero Calcatelli, presidente della Consulta delle Marche, e di Oscar Piattella, "farmacista artista" a livello nazionale, Giuseppe Astuti (presentato da suo figlio Antonio, Segretario dell’Ordine), Rosa Cantarini, Giovanni Mainardi e Angelica Ravagli hanno ricevuto la pergamena e il caduceo d’oro testimoni della loro dedizione alla causa della Professione. E, subito dopo, infine, 30 giovani farmacisti hanno invece festeggiato il loro ingresso nel "ciclo produttivo" presentandosi, quasi come ad una seconda laurea, davanti al Presidente Romeo Salvi (che, fra gli altri, ha stretto la mano a suo figlio Giulio) e ai consiglieri Sara Scarponi, Lucia Carletti e Alberto Ceccolini per ritirare il tesserino d’iscrizione all’Ordine

(a.a.)

Nella foto da sinistra a destra:
Mario Martinelli (ex Presidente), Giuseppe Astuti, Antonio Astuti (Segretario dell'Ordine), Romeo Salvi (Presidente dell'Ordine), Rosa Cantarini e Giovanni Mainardi

 
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