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28 settembre 2010
"Noi Farmacisti". La presentazione del libro di Giacomo Leopardi
Si è tenuta a Roma presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica

La Sala Capitolare del Senato della Repubblica, al cospetto di intere pareti rivestite dai “sacri testi” della politica del nostro Paese, a pochi metri dal Pantheon, il monumento di Roma forse più suggestivo per i suoi profondi significati storici di lungo termine.

Questo lo scenario che ha ospitato, martedì 28 settembre, la presentazione del libro “Noi, Farmacisti”, realizzato da quello che, ancora oggi, è riconosciuto essere il Presidente di tutti i farmacisti, Giacomo Leopardi. Un’opera pubblicata grazie alla fattiva collaborazione di Alliance Haelthcare che, con il suo contributo, ha permesso alla Fondazione Francesco Cannavò, presieduta dallo stesso Leopardi, di editare la straordinaria ricostruzione di quasi 60 anni di vita della Farmacia italiana.

E bisogna dire che la moderatrice dell’evento, la giornalista RAI Anna La Rosa, ha immediatamente colto l’aspetto più evidente della manifestazione, allorché, nell’introduzione ai lavori, ha sottolineato come la sala, per quanto magnifica e prestigiosa, fosse in realtà troppo piccola per ospitare le decine di personalità venute a salutare Giacomo Leopardi. Dai rappresentanti governativi (gli onorevoli Antonio Tomassini, Rocco Crimi, Luigi D’Ambrosio Lettieri, Cesare Cursi), ai massimi esponenti del mondo della Farmacia (Andrea Mandelli e Annarosa Racca primi fra tutti), ai tanti Presidenti di Ordine, ai giornalisti, agli operatori, per arrivare ai più stretti familiari e ai “semplici” amici. Un pubblico d’eccezione che ha riservato a Leopardi una autentica standing ovation nel momento in cui il Presidente ha chiuso il suo intervento, a tratti quasi commosso. “Il libro lo voglio considerare come un ringraziamento a quanti hanno percorso insieme a me il cammino di questa Professione – ha detto Leopardi – in questi ultimi 50 anni. Momenti belli, altri meno, ma, in ogni occasione, la netta consapevolezza di aver avuto l’opportunità di conoscere tante persone eccezionali che saranno per sempre nei miei ricordi. I ricordi sono importanti, ci permettono di ricostruire la nostra vita e diventano addirittura indispensabili se si vuole conoscere il proprio mestiere, che non può prescindere né dalla storia né dal mondo circostante. E’ con questa certezza – ha concluso l’illustre collega – che guardo al futuro con ottimismo, perché la farmacia del futuro sarà quella che il farmacista del futuro saprà realizzare, mettendo la sua Nobile Professione al primo posto”.

Abbiamo già elencato i molti personaggi che hanno voluto testimoniare il loro affetto e stima nei confronti di Giacomo Leopardi ma, alcuni passaggi, vanno doverosamente evidenziati. A partire da quello di Antonio Tomassini che, nelle sue vesti di Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, ha affermato a gran voce come “pur in un processo di modernizzazione, è assolutamente essenziale che l’atto professionale di distribuzione del farmaco resti ad unico appannaggio del farmacista in farmacia, nell’interesse della Salute Pubblica e della Società intera”. Luigi D’ambrosio Lettieri, poi, sia come Senatore sia come Vice Presidente della FOFI, ha portato il saluto del Presidente del Senato Renato Schifani e del Ministro Ferrucio Fazio e, nel suo discorso di commiato, ha ribadito ciò che dovrà essere fatto per riformare il sistema senza correre però il rischio di distruggerlo, visto l’unanimemente riconosciuto gradimento della farmacia italiana da parte dei cittadini. “Per migliorare il nostro operato – ha sostenuto D’Ambrosio Lettieri – dovremo costruire percorsi legislativi capaci di dare vigore ai nostri punti di forza e di correggere le criticità. Per questo dovremo risolvere i nodi legati ai concorsi, all’apertura delle farmacie nei piccoli Comuni, alla concorrenza fra le farmacie – che ha sortito anche degli aspetti positivi – e al destino delle parafarmacie, e dovremo farlo seguendo percorsi di condivisione e confronto, ben sapendo che dipenderà dalla nostra capacità di guardare avanti l’atteggiamento di chi si siederà ai grandi tavoli con noi”. Andrea Mandelli e Annarosa Racca, rispettivamente Presidente della FOFI e di FEDERFARMA (appena rieletta dall’Assemblea Nazionale), si sono limitati a ringraziare Leopardi per la sua capacità di rappresentare davvero tutti i farmacisti e di tenerli uniti per l'interesse comune della categoria. Il complimento forse più bello il “Presidente” con la “P” maiuscola lo ha infine ricevuto da Giuseppe De Vita, quando il Presidente della Fondazione Censis ne ha ricordato la “rettitudine e la coerenza, andate a vantaggio di tutti i farmacisti italiani, dato che è stata spesa in qualsiasi occasione per il loro bene”. Parole vere e sincere, che ci fanno capire chi è e cosa ha significato per noi Giacomo Leopardi.

Grazie, Presidente.

(a.a.)

 
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