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14 aprile 2011
"Il nuovo contratto dei collaboratori di farmacia". Articolo tratto da Faramcista On Line

Collaboratori di farmacia. In 60 mila in attesa del contratto. Ghiani (Federfarma): fare i conti con la crisi 
 
Con quest'intervista a Carlo Ghiani, coordinatore della Commissione contratti di Federfarma, avviamo una nostra inchiesta per scoprire problemi e prospettive del rinnovo contrattuale degli oltre 60 mila collaboratori di farmacia. Una delle categorie professionali più numerose del comparto sanitario.
 
13 APR - Sono riprese le trattative per il rinnovo del contratto dei collaboratori di farmacia. In tutto circa 60 mila addetti in un settore oggetto di molti interventi normativi ed economci. Abbiamo avviato un'inchiesta sull'andamento del negoziato e sulle posizioni delle parti contrattuali. Cominciamo con Carlo Ghiani, coordinatore della Commisione CCNL - Rapporti con il personale dipendente di Federfarma. 

Dottor Ghiani, le trattative sono riprese lo scorso 14 febbraio. L’ultimo appuntamento è stato quello del 29 marzo 2011. Com’è andato?
Il previsto incontro del 29 scorso non si è più tenuto per l’impossibilità di una delle organizzazioni sindacali di partecipare. Nelle riunioni precedenti avevamo concordato di procedere per aree tematiche affini, raggruppando così le materie: la bilateralità e le relazioni sindacali, il welfare contrattuale, vale a dire la previdenza complementare e l’assistenza sanitaria integrativa,  e infine la verifica dell’attualità della normativa e la retribuzione. Nell’ultima riunione, quella del 14 febbraio, abbiamo aperto il confronto sulla bilateralità e il welfare contrattuale, registrando complessivamente una sostanziale generale convergenza, pur, ovviamente, con qualche distinguo.
Abbiamo convenuto sulla necessità di potenziare l’Ente Bilaterale Nazionale sia per migliorare le già ottime relazioni sindacali, sia per rafforzarne l’operatività, a partire dal settore formativo, promuovendo tutti i necessari approfondimenti per verificare, anche alla luce della recente normativa sui nuovi servizi in farmacia, le nuove esigenze professionali. Per quanto riguarda il Welfare contrattuale, Federfarma ha ribadito la propria disponibilità a riconoscere forme di previdenza complementare, proponendo, tuttavia, di lasciare il lavoratore libero di scegliere l’ente cui fare riferimento. Mentre per l’assistenza sanitaria integrativa, Federfarma ha rinnovato le proprie perplessità sulla reale funzionalità di questo istituto.
Il confronto riprenderà il prossimo 18 aprile.

Tra le richieste contenute nella piattaforma per il rinnovo del contratto, spiccano quelle per l’articolazione territoriale di determinate trattative (oltre alla bilateralità, la contrattazione su premi, la flessibilità di orario in post maternità ed altro ancora) che appaiono particolarmente importanti per i sindacati. Qual è la posizione della Federfarma?
Quello di rafforzare la contrattazione decentrata mi sembra che sia un obiettivo oramai generalizzato in tutte le trattative di rinnovo dei CCNL. Anche nel nostro settore c’è una forte richiesta da parte delle organizzazioni sindacali di dare un maggiore peso alla contrattazione decentrata.
Siamo tuttavia convinti che più che sviluppare tale materia è utile potenziare la bilateralità in seno all’Ente a ciò preposto, vale a dire l’Ente Bilaterale Nazionale. Peraltro, un potenziamento dell’Ebn è importantissimo anche sotto altri profili, dal momento che a questo istituto sono demandate funzioni essenziali per l’efficienza delle farmacie e dei suoi addetti. Mi riferisco, in particolare, alla possibilità per l’Ebn di promuovere, da una parte, indagini e studi nel settore e, dall’altra, iniziative formative e di aggiornamento professionale. Inoltre, l’Ebn può risultare determinante anche in altri campi sui quali pure le OOSS ci hanno chiamato a confrontarci, quali l’assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare. Federfarma è convinta che l’Ebn abbia enormi potenzialità che, opportunamente sviluppate, possono rendere grandi servizi alle farmacie.

Quanto alle richieste economiche?
Gli aumenti retributivi sono sicuramente una parte rilevante dei rinnovi contrattuali, per tutte le parti in causa. Abbiamo ricevuto richieste che, come sempre, esamineremo opportunamente per cercare di contemperare le reciproche esigenze delle farmacie e dei collaboratori.
In ogni caso, sin da ora tengo a evidenziare che nella mia ormai ultraventennale esperienza, le conclusioni dei rinnovi contrattuali hanno sempre pienamente soddisfatto le rappresentanze sindacali. Certamente, considerata la fase economica che attraversiamo tutti, imprenditori e dipendenti, la questione è particolarmente avvertita e non potrà prescindere da attente valutazioni per non creare ulteriori difficoltà alle farmacie. Infatti, le numerose misure economico-finanziarie che negli ultimi anni sono intervenute nel settore farmaceutico hanno ridotto sensibilmente anche i fatturati delle farmacie. Una conferma l’abbiamo avuta con la pubblicazione, lo scorso mese, dei decreti ministeriali che prevedono interventi di sostegno in favore delle piccole farmacie, dove risalta un consistente aumento, più del 5% nell’arco di un solo anno, delle farmacie sotto i 258.000 euro di fatturato Ssn.

 
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