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5 dicembre 2012
Nuova remunerazione
La conferenza stampa di Federfarma

 

federfarma

federazione nazionale unitaria

dei titolari di farmacia italiani




COMUNICATO STAMPA

5 dicembre 2012




NUOVA REMUNERAZIONE DELLE FARMACIE: INCOMPRENSIBILE IL SILENZIO DEL GOVERNO

Il Governo punta alla razionalizzazione delle risorse disponibili per migliorare l’efficienza dei servizi rivolti ai cittadini e garantire la sostenibilità economica del servizio sanitario. È quindi inimmaginabile che non porti a compimento l’iter di attuazione della nuova remunerazione delle farmacie, secondo l’Accordo siglato dalle associazioni di farmacie e grossisti con l’AIFA il 16 ottobre scorso.

La nuova remunerazione delle farmacie è assolutamente indispensabile e urgente per due motivi: mantenere l’efficienza attuale del servizio farmaceutico e consentire alla farmacia di contribuire a potenziare l’assistenza territoriale.

La necessità della nuova remunerazione è stata riconosciuta dal Parlamento con due norme di legge, una del 2010 (sui criteri generali della nuova remunerazione) e una del 2012 (sulle sue modalità attuative).

Le farmacie si trovano oggi in una situazione economica molto difficile; registriamo da anni progressivi cali di fatturato e di redittività, per la costante riduzione della spesa farmaceutica convenzionata e per i continui tagli operati ai margini delle farmacie. La situazione si aggraverà a breve con l’apertura di migliaia di nuove farmacie (da un minimo di 3.500 a un massimo di 5.000), a seguito dei concorsi banditi in queste settimane in tutta Italia. Nei primi dieci mesi del 2012 la riduzione della spesa lorda convenzionata è di circa il 9%.

La nuova remunerazione consentirà di:

  1. stabilizzare la situazione economica della farmacia;

  2. rendere più competitiva per il SSN la dispensazione tramite le farmacie dei medicinali innovativi, oggi distribuiti dalle ASL. La distribuzione in farmacia è piu’ agevole per i cittadini e assicura maggiore trasparenza al sistema sanitario;

  3. attivare nuovi servizi agli utenti nelle farmacie, anche per rafforzare in sinergia con altri operatori sanitari una rete di protezione a salvaguardia di una popolazione sempre più anziana.

Federfarma chiede quindi al Governo di portare a termine le procedure per la pubblicazione delle nuove regole della remunerazione della filiera distributiva del farmaco entro i termini stabiliti dalla legge 135/2012 e secondo l’accordo siglato con l’AIFA formulato secondo i criteri di legge: calcolo ad invarianza di spesa per il SSN al 30 giugno 2012.

Federfarma conferma che è, tuttavia, disponibile al confronto al fine di accelerare l’iter di attuazione del nuovo modello di remunerazione.

Nel caso in cui si ravvisino mancate risposte, Federfarma porrà la questione all’Assemblea nazionale che sarà convocata in tempi brevissimi per assumere ogni opportuna determinazione in merito.

Chiede, infine, alla Conferenza delle Regioni di avviare finalmente le trattative per il rinnovo della convenzione farmaceutica, scaduta da anni, in modo da poter definire le nuove funzioni della farmacia nell’assistenza territoriale.



LA SITUAZIONE DELLE FARMACIE: LE PROPOSTE DI FEDERFARMA



LE DIFFICOLTA’ DEL SERVIZIO FARMACEUTICO

La spesa farmaceutica pubblica è da anni in costante diminuzione a causa della riduzione del valore medio delle ricette SSN. Il calo del valore delle ricette è dovuto alla diffusione dei generici (che hanno prezzo più basso del farmaco di marca e inducono, con un meccanismo di concorrenza, anche la riduzione del prezzo del “griffato”) e alla distribuzione diretta da parte delle strutture pubbliche di medicinali soprattutto ad alto costo.

Molte farmacie sono a rischio chiusura e la situazione è destinata ad aggravarsi con l’apertura di migliaia di farmacie, da un minimo di 3.500 a un massimo di 5.000, con i prossimi concorsi, indetti a seguito del decreto Liberalizzazioni del gennaio scorso e con la possibilità di aprire farmacie in centri commerciali, aeroporti, stazioni, aree di servizio autostradali.

A seguito di tutte queste nuove aperture si registra un aumento della concorrenza, tanto più che alle farmacie si affiancano anche 4.400 parafarmacie (fonte: ministero della Salute) e alcune centinaia di corner nei supermercati che condividono con le farmacie la vendita di medicinali senza obbligo di ricetta medica, il cui numero continua ad aumentare.

Inoltre l’ampliamento degli orari di apertura delle farmacie contribuisce a far crescere i costi di personale e di gestione. E questo, a fronte di un mercato dei farmaci sostanzialmente anelastico, rischia di spingere una farmacia in difficoltà a potenziare gli aspetti commerciali della propria attività.



L’ACCORDO PER LA NUOVA REMUNERAZIONE

Proprio riconoscendo la gravità della situazione economica delle farmacie, il decreto-legge n. 95/2012 (spending review), convertito nella legge n. 135/2012, ha previsto un percorso per arrivare, dal 1° gennaio 2013, a una nuova remunerazione delle farmacie, sul modello individuato dalla legge n. 122 del 2010 (quota fissa per confezione e ridotta quota percentuale sul prezzo del farmaco), indicando chiaramente i soggetti chiamati a trattare il nuovo modello di remunerazione, i criteri e i tempi da rispettare.

Sulla base di quanto previsto da questa legge, il 16 ottobre scorso Federfarma e le altre organizzazioni coinvolte (Assofarm per le farmacie pubbliche, ADF e Federfarma Servizi per la distribuzione intermedia) hanno siglato un accordo con l’Agenzia Italiana del Farmaco che delinea la nuova remunerazione, nel rispetto dell’importante requisito dell’invarianza dei costi per il bilancio pubblico, prendendo come riferimento la situazione al 30 giugno 2012.

L’accordo prevede che la nuova remunerazione per le farmacie sia basata su una quota fissa per ciascuna confezione di medicinale erogata in regime di SSN più una ridotta quota percentuale sul prezzo di cessione da parte dell’industria produttrice (prezzo ex-factory) alla filiera distributiva, costituita da grossisti e farmacie. La quota fissa serve a remunerare l’attività professionale del farmacista legata alla dispensazione del farmaco, la quota percentuale a coprire i costi di impresa.

L’accordo deve essere reso operativo con un decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell’economia, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Nonostante l’accordo del 16 ottobre rispetti tutti i requisiti stabiliti dalla legge, il Ministero dell’economia e il Ministero della salute non ha ancora dato seguito all’iter di approvazione del decreto, anzi, ha formulato una serie di osservazioni.

Federfarma sostenendo la validità dell’accordo ha, comunque, chiesto l’apertura di un confronto con questi due Ministeri al fine di individuare un percorso che consenta di concludere la questione.

Dai due Ministeri non è arrivata nessuna risposta. Questo silenzio è inaccettabile e rischia di mettere in discussione lo svolgimento del servizio farmaceutico.



FARMACIA: SERVIZIO PUBBLICO O ESERCIZIO COMMERCIALE?

Il Paese deve decidere se vuole avere una farmacia professionale, altamente specializzata sul farmaco, ma anche in grado di erogare nuove prestazioni nell’ambito del SSN, o una farmacia commerciale con tanti prodotti di tutti i generi, molto self service, pochi farmacisti.

In realtà il Legislatore ha già fatto la propria scelta: la normativa recente (legge n. 69/2009 e decreto legislativo n. 153/2009, cui sono seguiti 4 decreti attuativi), infatti, disegna una farmacia che eroga servizi in regime di SSN per consentire ai soggetti fragili, soprattutto anziani e cronici, di essere assistiti a casa, in un quadro di territorializzazione della sanità, indispensabile per contenere la spesa pubblica e non aggravare inutilmente pronto soccorso e ospedali. Anche questo processo, però, è bloccato perché manca un passaggio fondamentale.

Premesso che una remunerazione della farmacia basata prevalentemente su una forma di onorario professionale assume una valenza strategica per poter remunerare anche attività diverse e complementari alla dispensazione del farmaco e quindi nuovi servizi erogati dalla farmacia, per procedere speditamente verso la farmacia dei servizi è indispensabile rinnovare la convenzione farmaceutica nazionale, cioè l’accordo che lega le farmacie al SSN, al quale è affidato il compito di individuare le concrete modalità attuative dei nuovi servizi e la relativa remunerazione.

Il rinnovo della convenzione è inoltre indifferibile in quanto i diversi provvedimenti che negli anni sono intervenuti sulla farmacia hanno intaccato unilateralmente, snaturandolo, l’accordo siglato inizialmente.







I CONTENUTI DELL’ACCORDO DEL 16 OTTOBRE





LA REMUNERAZIONE NEGLI ALTRI PAESI EUROPEI





BELGIO

Il primo aprile 2010 in Belgio è entrato in vigore un nuovo sistema di remunerazione della farmacia. Tale sistema si basa su tre pilastri:

  1. un “compenso per la dispensazione” pari a 3,88 euro (+IVA) a confezione;

  2. un margine economico regressivo basato sul prezzo ex-fabbrica che si articola in due fasce:

  • 6,04% per i medicinali con prezzo ex-fabrica inferiore o uguale a 60 euro;

  • 3,624 euro (il 6,04% di 60 euro) + il 2% della parte di prezzo ex-fabrica che supera i 60 euro.

  1. due “compensi specifici” (che non entrano cioè nella determinazione del prezzo al pubblico) entrambi pari a 1,19 euro (+IVA) per la gestione:

  • di ricette contenenti prescrizioni di principi attivi;

  • di ricette che seguono le regole dettate da una regolamentazione che tiene conto dell’efficacia terapeutica.



GERMANIA

Nel gennaio 2012 in Germania è entrato in vigore un nuovo sistema di remunerazione della farmacia.

Tale sistema si basa su due componenti:

  1. una quota fissa pari a 8,10 euro a confezione

  2. una quota variabile pari al 3% del prezzo di acquisto del farmaco.



SVIZZERA

Il sistema svizzero, in vigore dal 2001, si basa su due caposaldi:

  1. una “remunerazione basata sulle prestazioni”, destinata a remunerare la prestazione professionale del farmacista. Il valore di ciascuna prestazione è determinato sulla base di un tariffario a punti. Il compenso spettante al farmacista è pari a 1,08 CHF per punto;

  2. un margine regressivo destinato a remunerare i costi logistici e l’immobilizzazione di capitale, calcolato sul prezzo ex-factory e pari al 12%.



Il tariffario a punti comprende, tra le altre, le seguenti prestazioni:

  • esame della ricetta al momento della distribuzione del farmaco (4 punti);

  • sostituzione di un farmaco prescritto dal medico con un farmaco generico (di ammontare variabile, con un massimo di 20 punti);

  • prestazioni erogate fuori dall’orario di normale apertura (16 punti);

  • gestione e interpretazione della cartella del paziente (vale 3 punti, ma può essere fatturata solo una volta al giorno per paziente e per fornitore di prestazione).



FRANCIA

La nuova convenzione tra l’Associazione delle farmacie francesi e il sistema delle “Casse Mutue”, che si applicherà gradualmente in un arco temporale tra il 2013 ed il 2017, contiene una riforma della remunerazione che prevede:

  • una remunerazione aggiuntiva per i servizi professionali diversi dalla dispensazione del farmaco. Ad esempio, per ogni farmacia che si impegnerà ad effettuare almeno due “colloqui farmaceutici” personalizzati l’anno verrà garantita una somma di 40 euro.

  • un “bonus” fino ad un massimo di 3.000 euro annuali, al raggiungimento di una quota dell’85% relativa alla sostituzione con farmaco generico di ricette presentate in farmacia.

 
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