Ordine dei Farmacisti della Provincia di Pesaro e Urbino

lunedì 26 Ottobre 2020

 

ricerca avanzata
 
 
Farmacie di turno
 

I turni delle farmacie della provincia vengono aggiornati ogni mese.

 
Farmacie della Provincia
 


L'indirizzario delle Farmacie viene aggiornato semestralmente.

 
Indirizzi utili

Aziende U.S.L., Ospedali, Guardia Medica, Ordini Farmacisti limitrofi, ecc.

 
 

  FILO DIRETTO > Notizie dall'ordine

10 ottobre 2006
'Obblighi precisi anche per il corner'. Articolo tratto da Fasrmacista33

Obblighi precisi anche per il corner

Una circolare ministeriale precisa le norme cui dovranno attenersi grande distribuzione e parafarmacie nella vendita di OTC e SOP. "Si elimina la possibilità che interpretazioni di comodo del Decreto Bersani aprano la strada a comportamenti irrazionali e potenzialmente pericolosi per il cittadino" dice il vicepresidente della Federazione degli Ordini Andrea Mandelli
Il "Decreto Bersani", divenuto la Legge 248/2006, ha compiuto il suo ultimo passaggio, e strada facendo si è arricchito di alcune precisazioni, che vanno nel senso dei rilievi mossi a suo tempo dalla Federazione degli Ordini. Queste delucidazioni sono contenute in una Circolare del Ministero della Salute datata 3 ottobre. "Si può affermare che siano state chiarite alcune zone d'ombra contenute nella formulazione iniziale del Decreto, chiarimenti che vanno in direzione di una maggiore tutela per il cittadino. In questo senso è importante la specificazione dell'obbligo di comunicare agli Ordini territorialmente competenti le generalità dei farmacisti che operano all'interno dell"esercizio commerciale" spiega Andrea Mandelli, vicepresidente della Federazione degli Ordini. La circolare ribadisce anche la necessità che  lo spazio riservato alla vendita dei medicinali sia chiaramente distinto dagli altri "in modo da escludere la commistione con altri tipi di prodotti".

"Sempre a una prima lettura - aggiunge Mandelli - "La circolare evidenzia anche che le ricette del Servizio sanitario nazionale possono essere accettate soltanto dalle farmacie".
Altrettanto inevitabile e doverosa è la precisazione che anche i punti vendita esterni alle farmacie rientrano nel circuito della farmacovigilanza e, per esempio, debbano dotarsi dei dispositivi (come il fax) necessari a ricevere le segnalazioni e le comunicazioni relative al ritiro di medicinali. Visto che si tratta di materia a legislazione concorrente, si attendono ora le disposizioni delle singole Regioni, che non potranno che tenere conto delle precisazioni del Ministero della Salute; peraltro, la Giunta regionale della Lombardia, quasi contemporaneamente, ha emanato un suo Decreto che va senz'altro in questa direzione, e in taluni aspetti, è ancora più garantista nei confronti della tutela del cittadino.

_____________________________________________________________________

Di seguito pubblichiamo il testo completo della Circolare del Ministero
 

MINISTERO DELLA SALUTE

CIRCOLARE 3 ottobre 2006, n.3

Vendita di alcune tipologie di medicinali ad di fuori della farmacia:

"applicazione dell'articolo 5, commi 1, 2, 3, 3-bis e 4 del

decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,

dalla legge 4 agosto 2006, n. 248".

Agli Assessori alla Sanita' delle

Regioni e delle Province

Autonome di Trento e di Bolzano

All'Agenzia Italiana del Farmaco

All'Associazione Nazionale Comuni

Italiani

All'Assogenerici

Alla Federfarma

Alla Federazione degli Ordini dei

Farmacisti Italiani

Al Movimento Nazionale Liberi

Farmacisti

All'Associazione Farmacisti Non

Titolari

All'Assofarm

All'Associazione Nazionale

Industria Farmaceutica

Automedicazione (ANIFA)

Alla Farmindustria

All'Associazione Distributori

Farmaceutici

All'Omeoindustria

All'Associazione Nazionale

Importatori Produttori Rimedi

Omeopatici (ANIPRO)

All'Assoram

Alla Federdistribuzione

Al Consiglio Nazionale Consumatori

e Utenti C/O Ministero Sviluppo

economico

Alla Confcommercio

Alla Confesercenti

All'Associazione Nazionale

Cooperative Dettaglianti (ANCD)

All'Associazione Nazionale

Cooperative Consumatori (ANCC)

e, per conoscenza

Al Ministero dello sviluppo

economico

Agli Assessori al commercio delle

Regioni e delle Province

Autonome di Trento e di Bolzano

1. Introduzione.

L'art. 5 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante

"Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il

contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche'

interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione

fiscale", entrato in vigore lo stesso 4 luglio, ha previsto la

possibilita' di vendita di alcuni tipi di medicinali al di fuori

delle farmacie. Nel testo modificato dalla legge di conversione

(4 agosto 2006, n. 248, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 11 agosto

2006, n. 186, S.O., entrata in vigore il giorno dopo la sua

pubblicazione), il predetto articolo cosi' stabilisce, al comma 1:

"Gli esercizi commerciali di cui all'art. 4, comma 1,

lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114,

possono effettuare attivita' di vendita al pubblico dei farmaci da

banco o di automedicazione, di cui all'art. 9-bis del decreto-legge

18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge

16 novembre 2001, n. 405, e di tutti i farmaci o prodotti non

soggetti a prescrizione medica, previa comunicazione al Ministero

della salute e alla regione in cui ha sede l'esercizio e secondo le

modalita' previste dal presente articolo. E' abrogata ogni norma

incompatibile.".

Gli esercizi commerciali di cui all'art. 4, comma 1, lettere d), e)

e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, sono i seguenti:

i. esercizi di vicinat aventi superficie di vendita non

superiore a 150 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a

10.000 abitanti e a 250 mq. nei comuni con popolazione residente

superiore a 10.000 abitanti;

ii. medie strutture di vendita: gli esercizi aventi superficie

superiore ai limiti di cui al punto precedente e fino a 1.500 mq. nei

comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a

2.500 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000

abitanti;

iii. grandi strutture di vendita: gli esercizi aventi superficie

superiore ai limiti di cui al punto precedente.

Il comma 2 dell'art. 5 del decreto-legge n. 223/2006 (sempre nel

testo finale, risultante dalla legge di conversione) stabilisce che:

"La vendita di cui al comma 1 e' consentita durante l'orario di

apertura dell'esercizio commerciale e deve essere effettuata

nell'ambito di un apposito reparto, alla presenza e con l'assistenza

personale e diretta al cliente di uno o piu' farmacisti abilitati

all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine. Sono,

comunque, vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite

sotto costo aventi ad oggetto farmaci."

Il comma 3 del medesimo articolo prevede che:

"Ciascun distributore al dettaglio puo' determinare liberamente

lo sconto sul prezzo indicato dal produttore o dal distributore sulla

confezione del farmaco rientrante nelle categorie di cui al comma 1,

purche' lo sconto sia esposto in modo leggibile e chiaro al

consumatore e sia praticato a tutti gli acquirenti.".

2. Prodotti che possono essere venduti negli esercizi diversi dalle

farmacie.

Possono essere venduti i medicinali industriali, non soggetti a

prescrizione medica, comprendenti: medicinali da banco o di

automedicazione e i restanti medicinali non soggetti a prescrizione

medica menzionati agli articoli 87, comma 1, lettera e) e all'art. 96

del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, recante "attuazione

della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica)

relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso

umano, nonche' della direttiva 2003/94/CE".

Al momento alcuni farmaci industriali vendibili senza obbligo di

ricetta medica, sono inseriti per tutte le loro indicazioni

terapeutiche (Narcan, Sodio cloruro 0,9%, Glicerina fenica, Argento

proteinato 0,5%, Acqua PPI), o per alcune patologie (Tautux,

Siccaflud, Salvituss, Levotuss, Danka) in fascia A e quindi

dispensati in farmacia a carico del Servizio sanitario nazionale.

In attesa di una eventuale riclassificazione, si fa presente che

anche tali farmaci possono essere venduti negli esercizi commerciali

diversi dalle farmacie, ma non a carico del Servizio sanitario

nazionale. Si ricorda, infatti, che le ricette del Servizio sanitario

nazionale possono essere accettate esclusivamente dalle farmacie.

Poiche' l'art. 5 del decreto-legge n. 223/2006, come modificato

dalla legge di conversione n. 248/2006, non fa esplicito riferimento

ai soli medicinali per uso umano, e' da ritenere che anche i

medicinali per uso veterinario che possono essere acquistati senza

ricetta medica rientrino nell'ambito di tale previsione normativa.

Anche i prodotti omeopatici (che la normativa comunitaria

ricomprende nella nozione di "medicinale", come chiaramente precisato

anche dal decreto legislativo n. 219/2006) possono essere venduti

negli esercizi commerciali previsti dal predetto art. 5, quando sono

classificati come medicinali vendibili senza presentazione di ricetta

medica. Si fa presente, tuttavia, che al momento, in base ad una

disciplina transitoria richiamata dall'art. 20 del predetto n.

219/2006, i medicinali omeopatici (per uso umano) vengono venduti in

confezioni conformi a quelle esistenti sul mercato alla data del 6

giugno 1995 (si veda al riguardo l'art. 5 del decreto legislativo

17 marzo 1995, n. 185, come modificato dall'art. 2 della legge

8 ottobre 1997, n. 347, dall'art. 5 della legge 14 ottobre 1999, n.

362, dal comma 32 dell'art. 85 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e

dal comma 12 dell'art. 52 della legge 27 dicembre 2002, n. 289).

Per questi prodotti in disciplina transitoria non si rinvengono

elementi normativi sul regime di fornitura. Anche tali prodotti,

peraltro, se venduti finora nelle farmacie senza ricetta

(eventualmente in base a una dicitura sulla confezione apposta dal

produttore sotto la propria responsabilita), possono essere venduti

negli esercizi commerciali previsti dal predetto art. 5, essendo

evidente che il decreto-legge n. 223/2006 ha inteso consentire la

vendita in esercizi diversi dalla farmacia, alle condizioni indicate

nello stesso decreto, di tutti i medicinali finora acquistabili

esclusivamente in farmacia senza prescrizione medica.

Si ricorda che per la provincia di Bolzano, e' fatta salva la

vigente normativa in materia di bilinguismo e di uso della lingua

italiana e tedesca per le etichette e gli stampati illustrativi delle

specialita' medicinali (comma 3-bis del medesimo art. 5).

La possibilita' di vendita in esercizi diversi dalle farmacie non

riguarda, invece, le preparazioni medicinali non industriali. Infatti

il decreto-legge, non prevedendo specifiche deroghe alle norme

vigenti, non consente ne' alcuna preparazione farmaceutica, ne' la

vendita di "formule officinali", anche qualora siano preparate in una

farmacia aperta al pubblico e, per composizione, risultino vendibili

senza ricetta medica. Si ricorda a tal riguardo che, come stabilito

dall'art. 3, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 24 aprile

2006, n. 219, per "formule officinali" si intendono medicinali

preparati in farmacia in base alle indicazioni della Farmacopea

europea o delle Farmacopee nazionali e destinati ad essere forniti

direttamente ai pazienti della medesima farmacia.

3. Presenza del farmacista.

La presenza del farmacista deve essere garantita per tutto l'orario

di apertura dell'esercizio commerciale. Anche se non e' tenuto a

consegnare personalmente a tutti i clienti ogni singola confezione di

medicinale, il farmacista e' obbligato ad una assistenza "attiva" al

cliente, mediante consigli, ove richiesti, ma anche ove riscontri

un'incertezza nel comportamento del cliente.

E' opportuno che il farmacista indossi il distintivo professionale

adottato dalla Federazione nazionale degli ordini dei farmacisti che

riporta il caduceo. In ogni caso il farmacista deve distinguersi

chiaramente da eventuale altro personale che lavori nell'apposito

spazio. E' opportuno che il titolare dell'esercizio commerciale

comunichi all'ordine dei farmacisti territorialmente competente le

generalita' del farmacista o dei farmacisti che svolgono le attivita'

di cui all'art. 5, comma 2, del decreto-legge n. 223/2006,

provvedendo in seguito agli eventuali, necessari aggiornamenti della

comunicazione inviata.

4. Self service.

La norma contenuta nell'art. 9-bis del decreto-legge 18 settembre

2001, n. 347, per la parte in cui stabilisce che "E' ammesso il

libero e diretto accesso da parte dei cittadini ai medicinali di

automedicazione in farmacia", deve intendersi operante anche negli

esercizi commerciali previsti nell'art. 5. Pertanto, nell'apposito

reparto, il farmaco puo' essere prelevato direttamente dal paziente,

fermo restando l'obbligo per il farmacista di rispondere ad eventuali

richieste da parte dei pazienti e di attivarsi nel caso risultasse

opportuno il proprio intervento professionale.

5. Apposito reparto.

Per "apposito reparto" deve intendersi uno spazio dedicato

esclusivamente alla vendita e conservazione dei medicinali da banco o

di automedicazione e di tutti i farmaci o prodotti non soggetti a

prescrizione medica. Tale spazio dedicato puo' assumere forme diverse

in base al tipo di esercizio commerciale in cui ha luogo la vendita.

Puo' trattarsi di un apposito corner oppure di un singolo scaffale o

anche di una parte di uno scaffale, purche' gli spazi siano

chiaramente separati in modo da escludere la commistione con altri

tipi di prodotti.

6. Conservazione.

Devono essere rispettate tutte le norme in vigore in materia di

conservazione dei farmaci, sia nel locale di vendita che

nell'eventuale magazzino annesso, ivi compresa la necessita' di

stoccaggio separato da altri prodotti (anche nel caso in cui i

medicinali debbano essere conservati in frigorifero). Nella

conservazione dei medicinali, sia nel punto vendita che

nell'eventuale magazzino annesso, e' obbligatorio attenersi alle

condizioni di conservazione (indicazione di temperatura e condizioni

ambientali) riportate in etichetta per ciascun farmaco. Ove

necessario, in base alle condizioni ambientali, puo' essere opportuno

prevedere la climatizzazione dell'intero esercizio commerciale.

Se sono richieste specifiche condizioni di temperatura, l'area di

conservazione dei medicinali va equipaggiata, se necessario, con

apparecchi idonei. Controlli adeguati assicurano che tutta l'area di

conservazione pertinente e' mantenuta entro limiti di temperatura

specificati.

Si ritiene opportuno evidenziare che, per l'eventuale allestimento

di un magazzino-deposito posto all'esterno dell'esercizio

commerciale, destinato alla conservazione dei medicinali prima

dell'avvio alla struttura o alle strutture di vendita, e' necessaria

l'autorizzazione alla distribuzione all'ingrosso prevista dall'art.

100 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 (come modificato

dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223).

7. Comunicazione di inizio attivita'.

Come gia' ricordato, il decreto-legge subordina l'inizio

dell'attivita' di vendita dei farmaci non soggetti a prescrizione

medica in esercizi commerciali diversi dalle farmacie a una

preventiva comunicazione al Ministero della salute a alla Regione in

cui ha sede l'esercizio.

Peraltro, tenuto conto che, a livello centrale, le attivita' di

vendita dei medicinali interessano direttamente anche l'Agenzia

italiana del farmaco, e' opportuno che la comunicazione inviata al

Ministero della salute, priva degli allegati, sia trasmessa anche a

tale agenzia.

Poiche', inoltre, la vigilanza sulla vendita al pubblico negli

esercizi commerciali, ai sensi della normativa sul commercio, e' di

competenza dei comuni, appare necessario, al fine di consentire

l'espletamento delle relative funzioni amministrative in materia di

commercio, che la comunicazione di avvio dell'attivita' di vendita

dei farmaci sia inviata per conoscenza anche al Comune dove ha sede

l'esercizio.

Per evitare duplicazioni di attivita', e' necessario che le

modalita' di invio della comunicazione prevista dall'art. 5 siano

inquadrate nelle disposizioni sulla tracciabilita' del farmaco.

8. Progetto tracciabilita' del farmaco.

Il decreto del Ministro della salute 15 luglio 2004 (Gazzetta

Ufficiale n. 2, del 4 gennaio 2005) ha istituito presso l'Agenzia

italiana del farmaco (AIFA) una banca dati centrale finalizzata a

monitorare le confezioni dei medicinali all'interno del sistema

distributivo (Progetto tracciabilita' del farmaco).

Tale sistema di monitoraggio dei prodotti medicinali permettera' di

localizzare in tempo reale la presenza di ogni singola confezione sul

territorio nazionale e di tracciare i suoi percorsi nel sistema

produttivo, distributivo e di smaltimento. L'utilizzo di questo

sistema rafforza ed amplifica le misure di contrasto delle possibili

frodi in danno della salute pubblica, del Servizio sanitario

nazionale e dell'erario.

Il comma 1 dell'art. 3 del medesimo decreto prevede che a ciascuno

dei soggetti di cui all'art. 5-bis del decreto legislativo

30 dicembre 1992, n. 540, e successive modificazioni ed integrazioni,

sia assegnato dal Ministero della salute un identificativo univoco da

pubblicare sul sito internet del Ministero stesso.

Pertanto, i soggetti giuridici titolari di siti logistici in

Italia, che effettuano la distribuzione finale di farmaci ai sensi

dell'art. 5 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, devono includere

nella comunicazione di inizio attivita' i dati necessari

all'assegnazione di detto identificativo univoco. Tale comunicazione,

da effettuarsi utilizzando il facsimile disponibile sul sito internet

del Ministero della salute (http://www.ministerosalute.it), nella

sezione "Tracciabilita' del farmaco", va inviata con raccomandata a/r

al seguente indirizz

Ministero della salute - Progetto "Tracciabilita' del farmaco" -

Piazzale dell'Industria, 20 - 00144 Roma.

Si evidenzia la necessita' di compilare tutti e tre gli allegati

avendo cura di datare e firmare l'allegato 1 che costituisce la

designazione della persona responsabile della comunicazione

informatica.

Tutti coloro che hanno gia' inviato la comunicazione di inizio

attivita' al Ministero della salute sono tenuti ad inviare una nuova

comunicazione, secondo le modalita' previste nella presente

circolare, entro il 31 ottobre 2006.

Il responsabile della comunicazione designato, a seguito della

registrazione nell'area riservata del Nuovo sistema informativo

sanitario (NSIS) con le modalita' disponibili sull'apposita sezione

del sito internet del Ministero della salute, potra' provvedere,

attraverso apposite funzioni web, all'inserimento dei dati riferiti

ai siti logistici in modo da ottenere automaticamente

l'identificativo univoco di ciascun sito logistico.

Sul sito internet del Ministero della salute saranno pubblicati

quotidianamente gli identificativi univoci assegnati ai diversi siti

logistici, al fine di renderli disponibili a tutti i soggetti

interessati.

Tenuto conto che, come gia' detto, le attivita' di vendita dei

medicinali interessano anche l'Agenzia italiana del farmaco, la

comunicazione inviata al Ministero della salute, priva degli

allegati, deve essere trasmessa anche al seguente indirizz

Agenzia italiana del farmaco - via della Sierra Nevada, 60 -

00144 Roma.

Con le stesse modalita', fatte salve eventuali istruzioni e

richieste integrative diramate dalle regioni e dai comuni nell'ambito

delle proprie competenze, tale comunicazione deve essere inviata

anche alla regione e al comune in cui ha sede l'esercizio

commerciale.

Ai fini del corretto funzionamento dell'intero sistema, e'

indispensabile comunicare tempestivamente, alle Autorita' sopra

indicate, ogni variazione intervenuta nei dati inviati, nonche' la

cessazione dell'attivita' di vendita. Anche il facsimile del modello

di comunicazione della cessazione dell'attivita' e' disponibile sul

sito internet del Ministero della salute

(http://www.ministerosalute.it), nella sezione "Tracciabilita' del

farmaco".

9. Insegna.

Il legislatore non ha dato indicazioni sulle denominazioni che

possono essere usate per individuare gli esercizi commerciali diversi

dalle farmacie che vendono medicinali o il reparto "dedicato"

all'interno dell'esercizio. In ogni caso non dovranno essere

utilizzate denominazioni e simboli che possano indurre il cliente a

ritenere che si tratti di una farmacia. Puo' essere consentito l'uso

della denominazione "Parafarmacia", considerato che il termine e'

entrato nell'uso comune con riferimento ad esercizi diversi dalle

farmacie in cui si vendono prodotti di interesse sanitario.

Non si ravvisano ostacoli all'utilizzazione nel punto di vendita

del simbolo riportato nel bollino di riconoscimento per i medicinali

non soggetti a prescrizione medica (decreto ministeriale 1° febbraio

2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 33, dell'8 febbraio

2002).

10. Pubblicita'.

Si ricorda che, ai sensi dell'art. 118 del decreto legislativo

24 aprile 2006, n. 219, nessuna pubblicita' di medicinali presso il

pubblico puo' essere effettuata senza autorizzazione del Ministero

della salute. L'autorizzazione alla pubblicita' di un medicinale di

automedicazione puo' essere richiesta solo dal titolare

dell'autorizzazione all'immissione in commercio; peraltro anche il

titolare dell'esercizio commerciale e' responsabile della pubblicita'

irregolare effettuata nel punto vendita (si ricorda che in base al

comma 15 dell'art. 148 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n.

219, chiunque effettua pubblicita' presso il pubblico in violazione

delle disposizioni del medesimo decreto legislativo e' soggetto alla

sanzione amministrativa da duemilaseicento euro a

quindicimilaseicento euro).

11. Altri riferimenti normativi di interesse.

La vendita di medicinali in esercizi commerciali diversi dalla

farmacia comporta l'obbligo, per i titolari dei punti vendita e per i

farmacisti che prestano la loro attivita' professionale nei medesimi,

di rispettare la normativa vigente in materia di vendita al pubblico

di medicinali.

A questo riguardo si ritiene opportuno richiamare, innanzi tutto,

l'attenzione sulle norme concernenti la farmacovigilanza, in

particolare quanto previsto dall'art. 132 del decreto legislativo

24 aprile 2006, n. 219.

Si ritiene importante ricordare che l'art. 443 del codice penale

stabilisce che chiunque detiene per il commercio, pone in commercio o

somministra medicinali guasti o imperfetti e' punito con la

reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a lire

duecentomila (valore oggi, ovviamente, da calcolare in euro).

Sanzioni penali sono previste dal decreto legislativo n. 219/2006 per

altri comportamenti di particolare gravita', quale ad esempio la

vendita di medicinali privi di autorizzazione all'immissione in

commercio.

Si ritiene opportuno sottolineare che il titolare dell'esercizio

commerciale puo' acquistare i medicinali solo da soggetti autorizzati

che siano regolarmente registrati nel sistema della tracciabilita'

del farmaco e quindi in possesso dello specifico identificativo

univoco. Questi ultimi, a loro volta, sono tenuti a rifornire gli

esercizi commerciali che hanno regolarmente comunicato l'inizio

dell'attivita' a questo Ministero ai sensi dell'art. 5 del

decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, essendo evidente l'intento del

decreto legislativo n. 219/2006 (vedasi art. 105) di evitare che la

non disponibilita' per il pubblico di un medicinale dipenda dalla

mancata fornitura ai venditori al dettaglio.

12. Regime transitorio.

Con riferimento al paragrafo della presente circolare concernente

la Comunicazione di inizio attivita' - Progetto di tracciabilita' del

farmaco, si fa presente quanto segue.

In sede di prima applicazione del decreto-legge 4 luglio 2006, n.

223, i distributori autorizzati si sono trovati nella condizione di

fornire i medicinali previsti dall'art. 5 del decreto-legge citato,

anche a titolari di esercizi commerciali diversi dalle farmacie

sprovvisti dell'identificativo univoco che immette nel circuito della

tracciabilita' del farmaco.

A partire dal 1° gennaio 2007, i distributori potranno vendere i

medicinali menzionati dal predetto art. 5 solo agli esercizi

commerciali che, avendo regolarizzato la loro posizione con il

Ministero della salute, saranno provvisti dell'identificativo

univoco.

Roma, 3 ottobre 2006

Il Ministro della salute: Turco

06.10.2006 Istituto Poligrafico e

Zecca dello Stato

12:03:39



 
Notizie dall'ordine   

Ordine dei Farmacisti della Provincia di Pesaro e Urbino
Galleria Roma, 8 - Scala D
61100 Pesaro
Tel. 0721 34802 - Fax 0721 378112
e-mail: info@ordfarmacistips.it
            ordinefarmacistipu@pec.fofi.it

Privacy Policy  

Ordine dei Farmacisti della Provincia di Pesaro e Urbino Copyright 2019

Cookie Policy