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4 aprile 2007
"Liberalizzazioni? Attenzione ai numeri!". Articolo tratto da Farmacista33

Liberalizzazioni? Attenzione ai numeri!

All'indomani dell'approvazione da parte del Senato della seconda tranche di liberalizzazioni volute dal ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani, su molti quotidiani sono apparse stime e valutazioni sui risultati ottenuti finora dal programma governativo. Da considerare con attenzione
In particolare è stato dato molto risalto a quanto avvenuto nel settore farmaceutico con la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco, prestando però poca attenzione alla congruità dei dati forniti al pubblico. "Si è data particolare enfasi a queste informazioni" afferma Andrea Mandelli, vice presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani "affermando che l'intervento governativo sul nostro settore sia tra quelli che ha registrato gli effetti più positivi sui consumatori e sottolineando i dati relativi ai forti risparmi dei quali avrebbero goduto i cittadini nell'acquisto dei farmaci da automedicazione". "Questo - prosegue Mandelli - è vero solo in parte: i prodotti acquistabili con sconti superiori del 20% rispetto al prezzo praticato dalle farmacie sono pochi: lo rivela un recentissimo studio congiunto realizzato da IMS Health e da IRI Information Resources secondo il quale questo dato varrebbe solo per i prodotti "di punta" - non più di una quindicina in tutto - e con una forte variabilità tra prodotto e prodotto. Lo stesso studio inoltre" aggiunge il vice presidente federale "ricorda come il minor livello degli sconti applicati in farmacia - che pure fanno registrare punte del 20% secondo quanto riferito da Altroconsumo - sia connesso al diverso assortimento delle farmacie, di gran lunga superiore a quello dei corner farmaceutici dei supermercati nei quali, peraltro, vengono venduti anche altri prodotti salutari o per il benessere e l'igiene, rischiando di generare nel consumatore una pericolosa confusione tra un semplice shampoo e un farmaco da automedicazione. Bene che ha tutt'altra valenza".  

"A questo proposito" continua Mandelli "non è stato dato alcun risalto al fatto che la differenza tra gli sconti praticati dalle farmacie e quelli dei supermercati e delle parafarmacie - così vanno definiti i negozi di vicinato che esercitano tale attività, come stabilisce il provvedimento del ministero della Salute che regolamenta la vendita dei farmaci da automedicazione - è assolutamente risibile: se si confrontano i prezzi dei prodotti, tutti i prodotti, non solo quelli con lo sconto più alto, si arriva a un risparmio annuo medio per famiglia ben inferiore ai 20 euro. Come dire, il prezzo pro capite di qualche caffè al bar. L'indagine IMS sopra citata ha anche rivelato come la maggior parte dei cittadini intervistati (l'82%) abbiano acquistato farmaci da automedicazione nei corner dei supermercati non perchè spinti da una qualche patologia  in corso, ma soltanto per comodità. Come dire che, a fronte di un vantaggio economico risibile, si finisce con l'incentivare l'acquisto d'impulso di un farmaco. Cioè di un bene prezioso per la salute che però va usato quando occorre e non "consumato" come qualsiasi altro prodotto. A conti fatti, insomma, crediamo di poter affermare che dal provvedimento voluto dal ministro Bersani possano derivare pochi benefici economici per i cittadini. Ma qualche rischio in più per la loro salute,  tenendo conto dei pericoli sempre connessi all'uso di un farmaco. Anche di quelli di automedicazione: è recentissimo l'allarme della FDA, l'ente degli Stati Uniti che vigila sui medicinali, relativo ai rischi per i bambini con meno di 2 anni di età derivanti dall'utilizzo di sciroppi per la tosse da banco".

"Alla luce di queste considerazioni" conclude il vice presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani "intendiamo ribadire la nostra piena disponibilità a collaborare con il Governo per assicurare ai cittadini un servizio farmaceutico sempre più all'altezza delle loro aspettative e delle loro necessità. Allo stesso modo però riteniamo importante aprire un confronto sereno con le autorità per esaminare con maggiore attenzione i risultati dei processi di liberalizzazione che ci interessano, con particolare riguardo agli aspetti che coinvolgono la professionalità del farmacista - messa a repentaglio da un modello che nel dare risalto ai soli fattori di prezzo rischia di dequalificare professionalmente un professionista, riducendo la sua attività a quella di un semplice commesso - e agli scarsi vantaggi economici per il cittadino. Riteniamo importante, infatti, sottolineare come la farmacia abbia finora assicurato un servizio di alta qualità, tra i migliori in Europa. E intenda continuare a farlo. Anche proponendosi come centro di servizi polifunzionali, in piena integrazione con il Servizio sanitario nazionale. Un obiettivo che, crediamo, va a vantaggio dell'intera popolazione italiana e che ha già riscosso l'attenzione positiva del ministro della Salute Livia Turco. Per perseguirlo, però non occorrono provvedimenti quali quelli adottati lo scorso luglio che hanno in sostanza destrutturato un sistema funzionante ed efficiente. Quanto più un processo di concertazione al quale ci dichiariamo fin da subito pronti a partecipare".
 
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