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28 settembre 2007
La circolare Federfarma avente per oggetto: DDL AS 1644. Vendita farmaci con ricetta in esercizi commerciali. Parere delle Commissioni I-V del Senato

Roma, 28 settembre 2007

Uff.-Prot.n° URIS.PB/17210/492/F7/PE

Oggett DDL AS 1644. Vendita farmaci

con ricetta in esercizi commerciali.

Parere delle Commissioni I e V del Senato

ALLE ASSOCIAZIONI PROVINCIALI

ALLE UNIONI REGIONALI

Circolari Federfarma prot. n. 16079/469 del 14 settembre 2007, n.
14314/419 del 2 agosto 2007, 13724/405 del 24 luglio 2007, n. 13446/398 del 18 luglio 2007, n. 13137/391 del 13 luglio 2007, n. 13113/389 del 12 luglio 2007, n. 12355/368 del 3 luglio 2007, n. 11548/338 del 20 giugno 2007, n. 10710/315 del 7 giugno 2007, n. 10182/297 del 30 maggio 2007 e n. 8674/261 del 10 maggio 2007.

________________________________

Federfarma comunica che la I Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato il proprio parere sul disegno di legge recante "Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale" (Atto Senato 1644), allineandosi, per quanto riguarda l’articolo 2, alla posizione della XII Commissione Igiene e sanità che aveva chiesto la soppressione di tale norma, riguardante la possibilità per supermercati e parafarmacie di vendere farmaci con obbligo di ricetta medica non a carico del SSN.

Si segnala che, proprio in attesa del parere della I, la X Commissione Industria del Senato aveva rinviato al 2 ottobre l’avvio dell’esame degli emendamenti al provvedimento. A tale riguardo, si fa presente che è estremamente probabile che il testo possa passare all’esame dell’Aula del Senato, una volta concluso l’esame in Commissione, solo dopo che tale ramo del Parlamento avrà licenziato il DDL finanziaria 2008, quindi, non prima della metà del prossimo mese di novembre.

Nel parere della I Commissione, approvato dopo un articolato dibattito prolungatosi per due sedute (vedi resoconto in allegato; all. n. 1), "si rileva che la Commissione igiene e sanità ha espresso un parere nel quale si suggerisce di sopprimere l’articolo, e che l’invito è stato raccolto dal relatore nella Commissione di merito (cioè, la X Commissione, N.d.R.) con la presentazione di un emendamento a tal fine diretto; si richiama l’attenzione sulla complessità e delicatezza del tema, che tocca un bene di primario rilievo costituzionale, come la salute; si ritiene che l’orientamento nel senso della soppressione opportunamente colloca in una sede diversa e futura l’approfondimento dei problemi che si sono evidenziati e gli eventuali dubbi di costituzionalità."

La I Commissione Affari costituzionali, quindi, auspica la soppressione dell’articolo 2 e il rinvio della discussione sui temi sollevati da tale disposizione in una sede diversa e futura, nella quale si possano adeguatamente approfondire gli aspetti critici, compresi gli eventuali profili di incostituzionalità.

Dubbi di costituzionalità, nel corso della discussione, erano stati sollevati ripetutamente dal senatore Learco Saporito (Alleanza Nazionale) e anche dai senatori Giannicola Sinisi (Ulivo) e Andrea Pastore (Forza Italia), mentre il relatore Massimo Villone (Ulivo) aveva sollevato perplessità in merito alla formulazione della norma che si presterebbe a interpretazioni poco chiare.

L’articolo 2 è stato difeso, invece, unicamente dal senatore Fernando Rossi (Gruppo misto; Movimento per il cittadino), il quale ha sostenuto che la norma avvantaggerebbe farmacisti non titolari e cittadini, senza determinare un abbassamento del livello di tutela della salute.

Con l’occasione, si segnala che anche la V Commissione Bilancio del Senato, che valuta l’impatto sui conti pubblici delle misure proposte, si è espressa sul provvedimento e sugli emendamenti presentati in X.

Nel proprio parere (allegato n. 2), la Commissione non ha sollevato perplessità sull’articolo 2, in quanto, riguardando farmaci a carico dei cittadini, non ha un impatto sul bilancio dello Stato, ma si è, invece, espressa sugli emendamenti.

In particolare, la V Commissione Bilancio ha dato parere contrario, per mancanza di copertura finanziaria, agli emendamenti che prevedevano agevolazioni a favore delle piccole farmacie (istituzione di un fondo di solidarietà, in parte a carico delle Regioni in parte a carico delle farmacie; riduzione al 4% dell’IVA sui medicinali senza ricetta; rimodulazione degli sconti a favore del SSN in base al fatturato).

Il parere della V Commissione è contrario anche nei confronti degli emendamenti finalizzati a sanare la posizione delle parafarmacie, consentendone la trasformazione in farmacie vere e proprie e prevedendo l’estensione a questi esercizi di tutti i controlli previsti per le farmacie, con conseguenti costi per il bilancio pubblico. Per quel che riguarda l’emendamento finalizzato all’istituzione delle farmacie non convenzionate, la Commissione ha espresso parere contrario sul comma che prevede che l’autorizzazione all’apertura di queste farmacie sia rilasciata a seguito di un concorso pubblico, con oneri per la pubblica amministrazione.

Nell’assicurare tempestive informazioni sul prosieguo dell’iter del provvedimento, si inviano cordiali saluti.

IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE

Dott. Franco CAPRINO                     Dott. Giorgio SIRI

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Legislatura 15º - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 109 del 19/09/2007

BILANCIO    (5ª)

Sottocommissione per i pareriMERCOLEDÌ 19 SETTEMBRE 2007 109ª Seduta (antimeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.                                                                                                                                                        

           

La seduta inizia alle ore 9,10.

 

(1644) Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale, approvato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 10a Commissione su testo ed emendamenti. Seguito dell'esame del testo e rinvio. Parere non ostativo sugli articoli da 1 a 3. Esame degli emendamenti e rinvio. Parere in parte non ostativo, in parte condizionato ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in parte contrario, in parte contrario ai sensi della medesima norma costituzionale su parte degli emendamenti)  

 Riprende l’esame sospeso nella seduta di ieri.

 Il presidente MORANDO (Ulivo) propone di rendere il parere non ostativo sui primi tre articoli trattati nella seduta di ieri e sui quali non vi sono osservazioni. Ciò potrebbe consentire l’esame degli emendamenti riferiti ai medesimi articoli, esame sollecitato dalla Commissione di merito.

 La Sottocommissione conviene ed esprime parere non ostativo sugli articoli da 1 a 3 del testo del provvedimento in titolo.

 Si passa all’esame degli emendamenti.

 Il relatore MORGANDO (Ulivo) illustra gli emendamenti in titolo, riferiti agli articoli da 1 a 3, segnalando per quanto di competenza che occorre valutare la proposta 2.12, in relazione allo svolgimento di concorsi per le "farmacie non convenzionate" nonché circa l’attività di vigilanza, prevista a legislazione vigente a carico delle ASL sulle farmacie, e alla possibile estensione di tale attività, con riferimento a tale ulteriore categoria. Occorre acquisire chiarimenti in ordine alle proposte 2.21, in relazione all’operatività delle banche dati richiamate, acquisendo conferma possa procedersi nell’ambito delle risorse già previste a legislazione vigente, nonché in ordine alle proposte 2.25 e 2.27, in relazione allo svolgimento di attività di vigilanza. Determinano maggiori oneri le proposte 2.22, 2.26 e 2.0.1, quest’ultima priva di quantificazione. Occorre acquisire chiarimenti in ordine alle proposte 3.1, 3.2 e 3.3, in relazione alla previsione di requisiti più specifici inerenti la formazione professionale, acquisendo conferma che la relativa attività propedeutica sia già prevista a legislazione vigente. 

            Non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti.

Il sottosegretario CASULA chiede di poter disporre di un tempo aggiuntivo per fornire i necessari chiarimenti.

Il presidente MORANDO, stante l’urgenza di rendere il prescritto parere alla Commissione di merito, rileva che, in relazione all’emendamento 2.12, la parte suscettibile di determinare maggiori oneri è quella relativa al comma 5. A tal riguardo, la Commissione potrebbe rendere un parere condizionato al comma 5, fermo restando che, ove pervenisse una riformulazione contenente un meccanismo che escluda maggiori oneri per la finanza pubblica, il parere della Commissione potrebbe essere rivalutato. In relazione agli emendamenti 2.25 e 2.27 non rileva gli estremi per un parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. Si tratta infatti di attività di vigilanza da parte di organismi già esistenti e dunque senza maggiori oneri. Il parere di semplice contrarietà potrebbe essere giustificato al fine di segnalare alla Commissione di merito l’esigenza di verificare la fattibilità operativa di tale proposta. In merito agli emendamenti 3.1, 3.2 e 3.3, non rileva profili finanziari critici.

Il senatore FERRARA (FI), in merito all’emendamento 2.12, segnala il rischio che un’eccessiva liberalizzazione da esso recata potrebbe produrre effetti indesiderati su un settore economico rilevante per il Paese, tenuto inoltre conto che sulla materia si stanno avvicendando numerosi interventi legislativi non sempre coerentemente improntati verso una direzione unitaria. Propone di esprimere avviso contrario senza l’indicazione dell’articolo 81 della Costituzione su tutto l’emendamento sotto il profilo della programmazione economica.

Il relatore MORGANDO (Ulivo) rileva l’opportunità di esprimere avviso di semplice contrarietà sulla proposta 2.21, in quanto volta ad ampliare una banca dati già esistente, nonché avviso contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione sulle proposte 2.22, 2.26 e 2.0.1, in quanto suscettibili di determinare maggiori oneri.

Il sottosegretario CASULA conviene con le proposte avanzate dal presidente Morando e dal relatore.

Sulla base del dibattito svolto, il RELATORE illustra una proposta di parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo dagli articoli da 1 a 3 e gli emendamenti relativi a tali articoli, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sul testo. In ordine agli emendamenti, il parere è contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 2.22, 2.26 e 2.0.1, mentre è di semplice contrarietà sulle proposte 2.21, 2.25 e 2.27. Il parere è non ostativo sui restanti emendamenti, ad eccezione che sulla proposta 2.12 sulla quale il parere è condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, alla soppressione del comma 5. Resta rinviato il parere sul testo a partire dall’articolo 4 e quello sui relativi emendamenti".

La Sottocommissione approva la proposta di parere del relatore ed il seguito dell’esame del testo e degli emendamenti viene quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 9,30.

 

 

Legislatura 15º - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 56 del 25/09/2007

AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª)

Sottocommissione per i pareri

MARTEDÌ 25 SETTEMBRE 2007

56ª Seduta (2ª pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

VILLONE 

 

            La seduta inizia alle ore 16,20.

 

(1644) Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale, approvato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 10a Commissione su testo ed emendamenti. Esame e rinvio)

 

      Il relatore presidente VILLONE (SDSE) illustra il disegno di legge in titolo, già approvato dalla Camera dei deputati, che costituisce un complesso intervento finalizzato alla liberalizzazione dei settori oggetto di disciplina.  Esprime, in primo luogo, una critica per i ripetuti richiami, contenuti nel testo approvato dall’altro ramo del Parlamento, all’Autorità dei trasporti, un organo la cui costituzione è prevista in un disegno di legge - quello in materia di riordino delle autorità indipendenti (disegno di legge n. 1366) - ancora in corso di esame in sede referente da parte della Commissione affari costituzionali del Senato. Dopo aver manifestato, peraltro, le sue riserve sulla necessità di costituire tale Autorità, propone di formulare un’osservazione invitando la Commissione di merito a sopprimere i richiami a detta Autorità.

            Più severe critiche suscita, a suo giudizio, la previsione di cui all’articolo 29 del disegno di legge che esonera le microimprese e le piccole imprese con  non più di 15 addetti dall’osservanza di alcune disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo n. 196 del 2003). Tale norma vanifica - per gli addetti di quelle imprese - le garanzie generalmente poste a tutela della privacy dei lavoratori per il solo fatto di prestare la propria attività lavorativa in un’impresa di dimensioni ridotte. Si realizza così, a suo giudizio, una irragionevole disparità di trattamento tra lavoratori, tanto più evidente quando si consideri che essa non trova radicamento - come invece alcune differenze esistenti in altri ambiti di  disciplina - nelle caratteristiche del rapporto intercorrente tra datore di lavoro e lavoratori nelle piccole e microimprese  e che oggetto di tale differente trattamento è la tutela verso terzi di dati personali. In conclusione, egli considera incostituzionale tale norma, come anche gli emendamenti presentati al medesimo articolo 29 volti a estendere il suo ambito di applicazione.

             Interviene il senatore SAPORITO (AN) il quale dichiara di condividere le valutazioni del relatore, sottolineando - riguardo all’articolo 29 - l’esigenza di assicurare un’eguale tutela della privacy a ogni individuo, prescindendo da considerazioni che attengono a elementi estranei ai profili di garanzia, quali le dimensioni dell’impresa presso cui il lavoratore presta la propria opera. Si sofferma, quindi, sull’articolo 2 del disegno di legge in titolo, il quale, a suo avviso, presenta profili di incostituzionalità: in particolare ritiene che la possibilità di vendere farmaci soggetti a prescrizione medica - con esclusione di quelli ammessi a rimborso a carico del Servizio sanitario nazionale - in strutture commerciali sia in contrasto con la tutela  della salute di cui all’articolo 32 della Costituzione.

             Ha quindi la parola il senatore SINISI (Ulivo) il quale paventa un indiscriminato aumento nell’uso di farmaci per effetto della loro maggiore diffusione in punti di vendita diversi dalle farmacie, con possibili effetti negativi proprio in termini di tutela della salute. Quanto ai rilievi formulati dal relatore in merito all’articolo 29 sottolinea l’eccessiva gravosità per le piccole e microimprese degli adempimenti derivanti dalla vigente disciplina in materia di tutela dei dati personali: a suo avviso è necessario graduare diversamente tali adempimenti e procedure per le imprese di dimensioni ridotte.

             Il relatore presidente VILLONE (SDSE) convenendo sull’osservazione da ultimo formulata dal senatore Sinisi, ritiene che si potrebbe invitare la Commissione di merito, fatta salva la necessità di garantire un’uniforme tutela dei dati personali,  a valutare l’opportunità di prevedere che per le imprese di piccole dimensioni siano individuate forme e modalità semplificate di trattamento dei dati, definite dal Garante per la protezione dei dati personali.

            In considerazione dell’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea propone, infine, di rinviare il seguito dell’esame.

                                                                                                                     

Concorda la Sottocommissione.

 

            Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 La seduta termina alle ore 16,30.

Legislatura 15º - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 57 del 26/09/2007

 

AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

Sottocommissione per i pareri

MERCOLEDÌ 26 SETTEMBRE 2007

57ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

VILLONE 

 

             La seduta inizia alle ore 14.

 

(1644) Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale, approvato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 10ª Commissione su testo ed emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con condizioni e osservazioni sul testo e sugli emendamenti)

             Prosegue l’esame, sospeso nella seconda seduta pomeridiana del 25 settembre.

       Il senatore Fernando ROSSI (Misto-Mpc) considera ingiustificati i timori di un indiscriminato aumento nell’uso di farmaci per effetto della loro maggiore diffusione, derivante dalle disposizioni di cui all’articolo 2 del disegno di legge in titolo, sottolineando come negli esercizi commerciali in cui ne è consentita la vendita è comunque richiesta la presenza di un farmacista, in base all’articolo 5 del decreto legge n. 223 del 2006.

             Il relatore presidente VILLONE (SDSE) ritiene che il comma 5 dell’articolo 2, nel disporre l’abrogazione di ogni norma incompatibile con quelle recate dall’articolo stesso, potrebbe interpretarsi nel senso che la presenza del farmacista - richiesta dal decreto legge n. 223 del 2006, ma non dalle disposizioni del disegno di legge in esame - non costituisca più requisito per la vendita dei farmaci negli esercizi commerciali.

             Il senatore PASTORE (FI) critica il dettato dell’articolo 2, con il quale si introduce un elemento di radicale differenziazione tra il regime della vendita di medicinali nelle farmacie, che resta assoggettata per il suo carattere di servizio pubblico a vincoli inerenti gli orari di apertura al pubblico, la tenuta di registri, la sicurezza, e così via, e quello della loro vendita negli esercizi commerciali, libero da analoghi vincoli. A suo giudizio, la previsione di due regimi così differenti aventi ad oggetto la medesima attività costituisce - contraddicendo lo spirito che dovrebbe invece informare il provvedimento in esame - una violazione della tutela della concorrenza e un’ingiustificata disparità di trattamento.

             Replica il senatore Fernando ROSSI (Misto-Mpc) che la possibilità di dispensare i medicinali di cui all’articolo 2 comma 3 è coerente con la liberalizzazione già realizzata in materia con il decreto legge n. 223 del 2006 e non determina alcuna violazione della concorrenza, la quale è invece fortemente limitata dal numero chiuso delle farmacie. Gli interventi già realizzati con il citato decreto legge consentono a molti farmacisti di esercitare la professione pur non essendo titolari di farmacie, con evidenti vantaggi per i consumatori e nel pieno rispetto delle necessarie tutele della salute. Ritiene che nel parere si potrebbe, semmai, sottolineare l’esigenza di chiarire che è comunque richiesta la presenza di un farmacista negli esercizi commerciali in cui possono essere dispensati i medicinali.

            Il senatore SAPORITO (AN) ribadisce l’obiezione formulata nella seconda seduta pomeridiana di ieri: la disciplina che regola l’attività della vendita dei medicinali nelle farmacie è dettata in attuazione del principio di tutela della salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione; prevedere la dispensazione di farmaci senza le medesime garanzie e modalità costituisce, a suo giudizio, una violazione di quel principio costituzionale.

             Seguono ulteriori interventi dei senatori Fernando ROSSI (Misto-Mpc) e SAPORITO (AN) .

 Ha quindi la parola il senatore PASTORE (FI) il quale censura, in via generale, la frammentarietà ed eterogeneità del disegno di legge n. 1644 e il ricorso a clausole di abrogazione generiche; sottolinea come molte disposizioni del disegno di legge, pur finalizzate alla tutela della concorrenza, incidono su ambiti di disciplina nei quali vengono in rilievo competenze regionali: a tale riguardo ritiene necessario segnalare la necessità di coinvolgere le autonomie territoriali nel rispetto del principio di sussidiarietà e dei principi sanciti dalla giurisprudenza costituzionale in merito alle cosiddette competenze trasversali dello Stato. Quanto all’articolo 9, considera necessario delineare una disciplina transitoria che tenga conto delle specificità territoriali e dello stato di avanzamento delle procedure in corso. Manifesta comunque il proprio favore per una liberalizzazione anche dei servizi idrici.

 Il relatore presidente VILLONE (SDSE) , in merito all’articolo 2, riferisce che nel parere reso dalla Commissione sanità è stato formulato un invito alla soppressione di tale norma e che il relatore sul provvedimento nella Commissione di merito ha conseguentemente presentato un emendamento soppressivo; quindi, raccogliendo i rilievi emersi nel corso del dibattito propone alla Commissione di esprimere sul disegno di legge in titolo un parere non ostativo, con le seguenti osservazioni e condizioni.

Si segnala, in via generale, l'opportunità di evitare, per quanto possibile, la definizione di testi connotati da elevata frammentazione ed eterogeneità della materia oggetto di disciplina, che determinano difficoltà evidenti per l'interprete e gli operatori.

Si segnala l'esigenza di evitare clausole di chiusura recanti l'abrogazione, disposta in modo del tutto generico e senza alcuna specifica indicazione, di tutte le norme in contrasto con quelle del disegno di legge stesso.

Considerato che le disposizioni del disegno di legge n. 1644 sono riconducibili, per le finalità perseguite, alla materia "tutela della concorrenza" che l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione demanda alla competenza legislativa esclusiva dello Stato; considerata altresì la natura trasversale di detta competenza statale; rilevato che numerosi articoli incidono su ambiti di competenza regionale, si invita la Commissione di merito a valutare l’opportunità di consentire ambiti di intervento normativo al legislatore regionale e comunque il coinvolgimento delle autonomie territoriali in attuazione del principio di sussidiarietà e di leale collaborazione.

Quanto all'articolo 9, si condivide la scelta prospettata, favorevole alla gestione pubblica delle risorse idriche, pur avendo registrato il dissenso di alcuni componenti della Commissione che hanno manifestato un orientamento favorevole ad assimilare il servizio idrico agli altri servizi pubblici locali. Si segnala in particolare alla Commissione di merito l'opportunità di valutare - con riferimento al comma 2 - la possibilità di delineare una disciplina transitoria che tenga conto delle specificità territoriali e dello stato di avanzamento delle procedure in corso.

In merito all'articolo 2, si rileva che la Commissione igiene e sanità ha espresso un parere nel quale si suggerisce di sopprimere l'articolo, e che l'invito è stato raccolto dal relatore nella Commissione di merito con la presentazione di un emendamento a tal fine diretto; si richiama l’attenzione sulla complessità e delicatezza del tema, che tocca un bene di primario rilievo costituzionale, come la salute; si ritiene che l'orientamento nel senso della soppressione opportunamente colloca in una sede diversa e futura l'approfondimento dei problemi che si sono evidenziati e gli eventuali dubbi di costituzionalità.

 Infine, il parere non ostativo è condizionato alla modifica dell'articolo 29: tale disposizione appare infatti contrastare con gli articoli 2, 3, 4, 35 e 37 della Costituzione. La norma determina una disparità di trattamento irragionevole e ingiustificata poiché lo stesso dato personale riceve - tra lavoratori e altri cittadini, tra lavoratori diversi o anche per lo stesso lavoratore - una protezione diversificata, rimanendo esposto a maggiori o minori rischi di diffusione o accesso per una condizione estrinseca e occasionale, riferita alla dimensione dell'impresa. Non basta, in senso contrario, il richiamo all'abbattimento di oneri e costi. L'articolo 29 va dunque modificato nel senso di prevedere che la tutela della riservatezza dei dati personali debba essere comunque pienamente assicurata, che modalità diversificate della tutela si possano accettare, purché efficaci e comunque definite dalla competente Autorità.

 Propone, infine, di esprimere sul complesso degli emendamenti un parere non ostativo, riferendo ad essi in quanto compatibili le osservazioni e condizioni formulate sul testo.

 La Sottocommissione concorda con le proposte del relatore.

         

          
La seduta termina alle ore 14,55.

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