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15 ottobre 2007
'I nuovi oppiacei e gli analgesici nella terapia del dolore'.
La cronaca del Convegno di Fano del 7 ottobre

                                        Ordine dei Farmacisti di Pesaro & Urbino

I NUOVI OPPIACEI E GLI ANALGESICI

NELLA TERAPIA DEL DOLORE

Fano, 7 ottobre 2007, Teatro della Fortuna

 

Introduzione e saluti

Dr. Romeo Salvi, Presidente Ordine Farmacisti Pesaro & Urbino

Il Convegno, dedicato alla memoria del compianto Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Macerata Fausto Filipponi, scomparso appena due settimane fa, è il coronamento di un percorso che in questi ultimi 10 anni ha portato l’Ordine di Pesaro & Urbino a realizzare una lunga serie di eventi di aggiornamento apprezzati e riconosciuti a livello nazionale. Proprio al Teatro della Fortuna, nel settembre 2002, alla presenza del Presidente della FOFI Giacomo Leopardi, si è tenuto uno dei primi corsi ECM di tutta Italia e nella stessa sede è la quarta volta che viene realizzato una iniziativa del genere. Peccato che questa volta, nonostante l’invito e le rassicurazioni pervenute, non so per quale disguido, non sia presente nessun esponente della Federazione.

Dr.ssa Adriana Mollaroli, Consigliera Giunta Regione Marche

Oltre a portare il saluto del Presidente Spacca, è particolarmente gratificante essere a Fano in occasione di un Convegno così importante. L’ASL di Fano crede tantissimo nella formazione degli operatori sanitari, nella consapevolezza che ogni modalità culturale è valida anche per poter ragionare di appropriatezza della Spesa Sanitaria Pubblica. Scientificamente parlando, gli aspetti legati alla Terapia del Dolore sono determinanti per meglio garantire la qualità della vita ai pazienti e non a caso nel Nuovo Piano Sanitario Regionale la materia viene affrontata. L’Amministrazione è poi ben contenta di proseguire la fattiva collaborazione con la Farmacia marchigiana, della quale apprezziamo la disponibilità ad interagire in modo sempre più ampio con il Servizio Sanitario Regionale e con la popolazione, ampliando l’offerta sia in termini di orario sia di servizio.

Dr. Giovanni Del Gaiso, Vice Presidente Ordine Medici Pesaro & Urbino

Un encomio particolare ai farmacisti della provincia di Pesaro per un’iniziativa così importante e sicuramente proficua dal punto di vista professionale.

Dr. Alfredo Fogliardi, Responsabile U.O. Terapia del Dolore Ospedale Fano

L’obbiettivo decisivo della giornata è sfatare i miti e togliere il maggior numero possibile di dubbi riguardanti la Terapia del dolore: è auspicabile che ciò possa essere raggiunto ma visto il nome dei relatori non potrà essere che così.

Sessione mattiniera, moderatori dr. Renato Terenzi e dr.ssa Anna M. Poli

Dr. Luigi Nardi. Il dolore è una "sensazione spiacevole dovuta ad una lesione vera o presunta". Secondo una recente ricerca europea, il 19% (75 milioni di persone circa) della popolazione del vecchio continente ha avuto esperienze legate al "dolore": un elemento curioso è che la metà delle casalinghe ne è affetta. Pur essendo il medico principalmente coinvolto nel trattamento del dolore, il medico di famiglia tende a temere la somministrazione dei farmaci per il dolore per paura di indurre in qualche modo fenomeni di dipendenza. Ciò può portare all’insorgere dell’inappropriatezza della prescrizione e spesso capita che vengano utilizzati in maniera inadeguata farmaci antinfiammatori, mentre quelli più idonei sono gli oppioidi, anche in associazione con paracetamolo, tramadolo ecc., mentre difficilmente, la monoterapia è davvero efficace. l’Italia è fra gli ultimi Paesi europei nell’utilizzo dei medicinali per la terapia del dolore.

Dr. Alfredo Fogliardi. Partendo dal detto latino "sine opium medicina claudicam", è evidente come l’utilizzo dei farmaci oppioidi sia fondamentale nella terapia del dolore, che è un sintomo puramente "soggettivo" e assolutamente non uguale da paziente a paziente. Come dimostrano le sole 3 strutture marchigiane efficienti nella terapia del dolore (Fano, Ancona e Macerata), in Italia esiste tuttora un a barriera all’uso dei farmaci oppioidi dovuta all’atteggiamento dei medici e dei farmacisti. Le paure correlate ad essi si combattono conoscendoli, confrontandosi con i loro effetti collaterali, indirizzandoli terapeuticamente in modo adeguato e soggettivo e prendendo per buono il dato che indica come solo il 20% del cosiddetto "dolore cronico" sia riconducibile all’oncologia. La scala OMS di trattamento del dolore ha circa 20 anni e gli oppioipi agiscono farmacologicamente a diversi livelli sui recettori che si manifestano laddove vi è l’infiammazione e l’insorgere del dolore. Secondo questa scala, un possibile modello è quello che prevede l’utilizzo progressivo di tramadolo, buprenorfina e morfina a seconda della gradazione dell’intensità del sintomo. Anche il metadone potrebbe essere utilizzato, così come il fentanyl. Il BTP è il "dolore intenso episodico" e si può manifestare all’improvviso nel corso della terapia. Compito degli specialisti è identificare la sede e l’origine del dolore per poi predisporre la terapia più adeguata.

Prof. Giorgio Tarzia. L’Università di Urbino è stata un precursore a livello mondiale della ricerca riguardante l’utilizzo dei cannabinoidi come analgesici, agendo essi direttamente sull’enzima FAAH. La ricerca è basata su una serie di reazioni chimiche che hanno dimostrato che i prodotti cannabinoidi di sintesi possono agire perfettamente a livello dei recettori e questo dato di fatto può eliminare in partenza i pregiudizi legati all’uso della cannabis come antidolorifico, evento comunque previsto già in alcuni stati degli USA oltre che in alcuni Paesi europei.

Dr.ssa Giulia Burroni. Al giorno d’oggi esistono degli strumenti di alta precisione (dispositivi microinfusionali e pompe elastometriche) utilizzate per l’infusione anche in home care delle soluzioni contenenti i farmaci per la terapia del dolore. L’esperienza derivante dal loro utilizzo testato presso l’ospedale di Fano permette di dire che grazie a queste innovative metodologie l’approccio terapeutico legato al dolore è di molto facilitato rispetto al passato.

Sessione pomeridiana, moderatrici dr.ssa Carmen Vitali e dr.ssa Lucia Carletti

Dr. Romeo Salvi. Apparteniamo a quella scuola di pensiero che dice "Non esistono droghe leggere o pesanti: esistono droghe". Negli ultimi 10 anni, quasi 10.000 persone sono decedute in Italia per abuso di stupefacenti, con una netta prevalenza degli uomini (90%). Tutto ciò ha portato ad inevitabili ripercussioni anche sullo svolgimento della professione del farmacista. Nel 2006 è stata redatta la Legge 49/2006 che regolamenta la distribuzione dei farmaci stupefacenti in Italia. Una volta descritti i contenuti della legge, mi preme sottolineare l'attenzione nei confronti dei documenti di riconoscimento validi (muniti di fotografia e timbro rilasciati da un'Amministrazione dello Stato) per l’identificazione della persona che in farmacia presenta la ricetta medica ministeriale a ricalco. L’Ordine ha poi fatto una ricerca fra le farmacie della provincia di Pesaro e Urbino per monitorare l’utilizzo dei farmaci per la terapia del dolore e sono emersi elementi interessanti come ad esempio quelli che il 90% delle farmacie ha dispensato questi farmaci e che l’80% delle farmacie ha avuto farmaci scaduti. Infine è bene sottolineare come il farmacista dovrebbe sempre "mettere a proprio" agio l’utente che gli si presenta con la ricetta medica ministeriale a ricalco, senza metterlo quindi in imbarazzo, e trattando la relazione e la dispensazione con la massima professionalità, umanità e tranquillità possibile.

Prof. Lucio Monaco. La legislazione vigente si mostra particolarmente severa riguardo alla movimentazione di sostanze stupefacenti. L’entrata e uscita, la registrazione di carico e scarico e la dispensazione ad esse collegate, sono soggette a regole rigide che, se non rispettate, prevedono per il farmacista implicazioni di carattere penale ed amministrativo, con pene e/o sanzioni importanti. La stessa attenzione giuridica è estesa alla detenzione ed alla dispensazione di farmaci scaduti. Sulla possibilità di assumersi la responsabilità in caso di necessità e nelle situazioni limite nelle quali non si può mettere d’accordo il giusto con il legale, il farmacista può essere tutelato dall’Ordinamento solo se esistono situazioni eccezionali documentate.

 
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