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21 gennaio 2008
'Le gare penalizzano gli equivalenti' e 'Generiche polemiche inglesi'. Articoli tratti da Farmacista33

Le gare penalizzano gli equivalenti

Il metodo delle gare "a pacchetto" utilizzato da molte Aziende sanitarie italiane per l'acquisto dei farmaci "limita significativamente, per le imprese che producono farmaci generici, la possibilità di aggiudicazione della gara"
E' quanto sostiene l'Antitrust che, in una segnalazione pubblicata sul bollettino settimanale, descrive il "fenomeno" e invita "le ASL ad avvalersi delle gare a pacchetto solo quando strettamente indispensabile". L'Autorità garante della concorrenza e del mercato riferisce infatti che "da numerose segnalazioni pervenute è emerso che diverse aziende sanitarie utilizzano il metodo delle cosiddette gare a pacchetto". Si tratta di gare in cui, spiega, "le imprese fornitrici possono raggruppare a propria discrezione alcuni o tutti i principi attivi oggetto di gara concedendo, oltre allo sconto sui singoli principi attivi, uno sconto aggiuntivo sull'intero pacchetto che contiene sia farmaci brevettati che farmaci a brevetto scaduto". Il fenomeno, sostiene, "produce l'effetto di limitare significativamente, per le imprese che producono farmaci generici, la possibilità di aggiudicazione della gara favorendo unicamente le imprese originator, le sole in grado di presentare offerte che abbracciano sia prodotti brevettati che a brevetto scaduto.

E anche l'offerta di un consistente sconto da parte di imprese genericiste, relativo ad un singolo farmaco generico, avrà infatti poche opportunità di prevalere su un'offerta di un originator relativa a un pacchetto che include farmaci brevettati, per i quali esistono maggiori margini di manovra sui prezzi e rispetto ai quali l'impresa opera sostanzialmente in regime di esclusiva". Dunque, fa notare l'Antitrust, "grazie al potere di mercato che deriva loro dall'esclusiva garantita dai brevetti, gli originator possono assicurarsi l'aggiudicazione di vari lotti pur offrendo prezzi dei farmaci off-patent più elevati di quelli che offrirebbero i genericisti. La possibilità di offrire pacchetti misti consente di fatto alle imprese farmaceutiche, titolari di brevetti, di effettuare sussidi incrociati tra prezzi dei farmaci brevettati e quelli degli off-patent, mantenendo complessivamente un vantaggio competitivo sulle imprese genericiste e limitando in tal modo la vendita dei generici negli ospedali". 

Secondo l'Authority, "la difficoltà di un farmaco generico di affermarsi nelle gare ospedaliere si riflette sulla diffusione dello stesso farmaco anche in farmacia, data la continuità esistente tra la terapia ospedaliera e la terapia domiciliare seguita dal paziente". "Sarebbe quindi opportuno - raccomanda - che le ASL continuassero ad avvalersi delle gare "a pacchetto" raggruppando principi attivi coperti da privativa brevettuale e principi attivi off-patent, solo quando strettamente indispensabile. Ogni qualvolta possibile, invece, i bandi dovrebbero mantenere distinti i lotti composti da farmaci sotto tutela brevettuale e i lotti composti da farmaci privi di ogni privativa industriale. In questa ottica, le ASL potrebbero individuare altri strumenti per incentivare gli originator a ridurre i prezzi dei propri farmaci ancora coperti da privativa, sfruttando ogni possibile spazio di concorrenza nell'offerta di tali prodotti. Ciò potrebbe essere realizzato raggruppando in ciascun lotto i principi attivi di cui sia condivisa presso la comunità scientifica la stessa funzione terapeutica". "Solo dopo avere ridefinito i lotti in maniera da porre in concorrenza il maggior numero di farmaci coperti da brevetto - continua l'Antitrust - per i prodotti che per le loro specificità terapeutiche non risultano sostituibili con altri principi attivi, può essere individuata una procedura di aggiudicazione alternativa. Analogamente, i farmaci a brevetto scaduto possono essere raggruppati in lotti omogenei e sottoposti al medesimo meccanismo di gara. In tal mod dal confronto concorrenziale tra farmaci a brevetto scaduto sarebbe possibile estrarre il massimo sconto (che le gare a pacchetto 'miste' avrebbero altrimenti vanificato) e dal confronto tra principi attivi con le medesime proprietà terapeutiche ma coperti da brevetto si potrebbero comunque ottenere risparmi di breve termine, senza pagare i costi concorrenziali di medio periodo derivanti da un'insufficiente diffusione di farmaci generici". "In conclusione, pur non essendo compito di codesta Autorità valutare la legittimità dei singoli bandi, emerge, tuttavia, che la diffusione di una prassi delle aziende sanitarie di effettuare le gare a pacchetto possa avere effetti negativi sul libero dispiegarsi delle dinamiche di mercato". L'Antritrust, dunque, "confida nelle iniziative che si riterrà opportuno intraprendere ai rispettivi livelli di competenza, affinché le modalità dei bandi di gara relative alle forniture di specialità medicinali tengano in maggiore considerazione i principi di un corretto funzionamento del mercato".
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Generiche polemiche inglesi

Dal 1994 al 2006, la quota di medicinali equivalenti prescritta dai medici britannici è passata dal 51% all'84% del totale prodotti indicati in ricetta. Ma secondo alcuni parlamentari l'aumento non è sufficiente. In un rapporto, il Committee of Public Accounts sprona infatti i medici inglesi a privilegiare in modo ancora più forte i farmaci non marcati. Obiettiv far risparmiare al Servizio sanitario nazionale britannico 8 miliardi di sterline (11 miliardi di euro). "Il National Health Service (NHS) - avverte il presidente del comitato, Edward Leigh - spende ogni anno almeno 200 milioni di sterline (268 milioni di euro) in più di quanto dovrebbe, proprio perché i medici generalisti prescrivono troppe specialità". Ma i camici bianchi sotto accusa non ci stann "I medici britannici sono tra i principali prescrittori di prodotti generici - assicura Bill Beeby, responsabile Clinical and Prescribing del General  Practitioners Committee, interno alla British Medical Association - E nel Regno Unito il livello di generici prescritti è vicino al massimo  possibile", sottolinea. Senza contare che, precisa l'esperto, "vi sono casi in cui prescrivere un farmaco equivalente non è la scelta migliore per quel  determinato paziente. I medici, infatti, devono decidere la terapia più indicata nell'interesse del proprio assistito". Nel loro report, invece, i parlamentari inglesi ribadiscono che, quando è appropriato dal punto di vista clinico, i camici bianchi devono scegliere medicinali dei quali esiste la versione equivalente. Il Committee of  Public Accounts suggerisce infine al Nhs alcune strade per aumentare il ricorso ai farmaci generici da parte della classe medica: definire  formulari e indicatori prescrittivi mirati a questo obiettivo,  incentivare i camici bianchi a prescrivere equivalenti, e informarli  dell'impatto dei prodotti di marca sulle casse del NHS, magari stampandone il costo sulla confezione. "I farmaci non utilizzati o sprecati costano al NHS almeno 100 milioni di sterline (135 milioni di euro) ogni anno", concludono.
 
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