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3 aprile 2008
"Il programma del PD per la sanità" e "I quattro punti chiave del PDL". Articoli tratti da Farmacista33

Il programma del PD per la sanità

Walter Veltroni ha illustrato i due assi del progett più equità e più qualità
Un Paese nel quale ristagnano preoccupanti sacche di "vecchiezza" e di conservatorismo. E nel quale appare indispensabile l"apertura di una "stagione dell'innovazione". Con queste parole Walter Veltroni, leader del Partito Democratico, ha dato il via alla presentazione delle proposte messe a punto dallo stesso Partito per il comparto della sanità. Due gli assi portanti sui quali si impernia il disegno del PD: da un lato misure capaci di garantire, in un quadro di disuguaglianze, maggiore equità e attenzione alle necessità economiche dei cittadini. Dall'altro offrire qualità e sicurezza, privilegiando una valutazione di merito di operatori e strutture e, soprattutto, garantendo una rete ospedaliera più moderna e sottoposta a una costante attività di monitoraggio. Per ciascuno dei due assi sono stati individuate due aree di intervent equità e carovita presuppongono infatti, secondo quanto illustrato dal leader del PD, innanzitutto la riduzione delle liste di attesa e poi la costituzione di uno specifico fondo per l'odontoiatria.

Per centrare il primo obiettivo va data piena applicazione alla legge 120/2007 con la quale è stato introdotto il concetto di "urgenza indifferibile": il cittadino ha cioè diritto di essere assistito dal SSN entro 72 ore per tutte quelle patologie urgenti che non necessitino di pronto soccorso o ricovero immediato. Questo richiede anche il riequilibrio delle liste di attesa, nel settore pubblico e in quello dell'attività privata ospedaliera, attraverso il coinvolgimento dei medici. Che - stando alla proposta del PD - devono poter esercitare la libera professione all"interno dell'ospedale, in strutture adeguate e dopo il normale orario di lavoro. Ma facendo sì che l"attività intramoenia e quella pubblica si equivalgan come ha esemplificato Veltroni "a dieci visite in regime privato devono affiancarsene altre dieci nel pubblico". Ulteriore misura per compensare almeno in parte il peso della spesa sanitaria privata - stimato in quasi 25 miliardi di euro l'anno - è la proposta di creare un fondo per l"odontoiatria che "dovrà essere promosso dal pubblico e ricevere i contributi volontari dei cittadini". La collaborazione con i dentisti prevede da parte loro - attraverso le associazioni di categoria - la definizione di un tariffario e una convezione con il fondo. Il rimborso - con un massimale di 500 euro annui - coprirà il 50% del costo delle cure. Passando poi a illustrare gli interventi "di sistema", Veltroni ha ribadito come questi puntino innanzitutto a dare un colpo di timone al metodo per la scelta dei vertici delle ASL e degli ospedali. Bandi pubblici, quindi, curricula ai quali tutti possano accedere, pubblicazione su internet delle documentazioni presentate dai candidati: queste alcune delle proposte del PD tra le quali spicca la previsione di una commissione regionale di "tre tecnici-saggi" ai quali affidare la nomina dei direttori generali delle ASL, attraverso pubbliche audizioni. "E chi sceglie dovrà così rispondere delle proprie decisioni davanti a tutti" ha sottolineato Veltroni.

Ma non basta: in un'Italia nella quale il sistema sanitario non offre sempre, a tutti, le medesime opportunità e gli stessi servizi, va affrontata la "grande opera" dell'ammodernamento degli ospedali. Il 60% circa degli ospedali italiani ha più di sessant"anni - "il 30% dei 1066 ospedali italiani risale a prima del "900" ha ricordato il senatore Ignazio Marino intervenuto alla conferenza stampa - quando cioè Tac, risonanza magnetica, ecografia e via dicendo, erano di là da venire. In quest'ambito non si può però prescindere dall"introduzione di una "cultura della valutazione" e degli strumenti per poterla esercitare e diffondere. Il PD propone quindi l"istituzione di un solo organismo (un"Autorità indipendente) a cui affidare la valutazione periodica di manager e dirigenti sanitari ma anche dei servizi, della sicurezza, dell'efficacia e degli sprechi sia nel settore pubblico, sia nel settore privato. Allo stesso modo occorre stipulare con i cittadini un "Patto per la partecipazione" che renda possibile far sentire la loro voce: "le valutazioni sulla qualità delle cure, sull"accoglienza, sul comfort, sui tempi di attesa" espresse direttamente da chi di quei servizi usufruisce, devono trasformarsi "in un indicatore obbligatorio per la valutazione di medici e manager", ha aggiunto Veltroni. Che ha concluso illustrando l"ultima proposta del PD: quella di predisporre "meccanismi premianti per chi dimostri di lavorare meglio". Premi da assegnare "ai migliori", non a tutti. "E non a tutti nello stesso modo".  Ai due cardini di manovra del PD si sono richiamati tutti gli intervenuti alla conferenza stampa: da Livia Turco, attuale ministro della Salute - che ha difeso il Ssn "solidale ed equo" - a Maria Pia Garavaglia, vice sindaco di Roma e già ministro della Sanità.

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I quattro punti chiave del PDL

Intervenendo a un convegno dell'ANAAO, Domenico Di Virgilio ha riassunto il programma del centrodestra per la sanità
Sono 4 i punti chiave del programma del Popolo delle libertà per la sanità: abbattimento delle liste d'attesa, più fondi alla ricerca sanitaria, guerra alla malasanità e istituzione di un fondo autonomo per la non autosufficienza. Lo ha anticipato Domenico Di Virgilio, componente della Commissione Affari sociali della Camera e candidato nelle liste del PDL, in un convegno organizzato ieri a Roma dall'ANAAO Assomed. "Per abbattere le liste d'attesa - ha spiegato Di Virgilio - il ministero deve stabilire tempi precisi, uguali per tutte le regioni. Se non verranno rispettati, il cittadino potrà rivolgersi in una struttura accreditata a spese delle Azienda sanitarie locali". Un altro punto su cui il PDL si impegna è la lotta alla malasanità: "Procederemo - spiega Di Virgilio - all'istituzione di unità di risk-management su tutto il territorio nazionale e a quella di un giudice per risolvere i contenziosi con i cittadini". Un altro impegno è il raddoppio della quota del PIL destinata alla ricerca sanitaria. "Istituiremo un fondo autonomo per la non autosufficienza, attraverso un contributo obbligatorio pari a un importo equivalente a una pizza al mese. Contributo da cui saranno esenti le fasce a basso reddito. Il progetto - conclude Di Virgilio - è realizzabile nell'arco di 3 anni". Di Virgilio ha anche preso le distanze da una proposta che in molti ritenevano condivisa all'interno del suo schierament l'abolizione della riforma dell'assistenza psichiatrica, nota come Legge 180 o Legge Basaglia. "Probabilmente il senatore Paolo Guzzanti ha parlato a titolo personale. Noi del PDL siamo per rivisitare, e non per cancellare, la legge 180 sulla psichiatria". "La 180 - ha aggiunto Di Virgilio - è una legge che va necessariamente rivista. Bisogna lavorare per dare un sostegno concreto alle famiglie, ad esempio assicurando un servizio domiciliare di assistenza neuropsichiatra adeguata. Inoltre - conclude - è necessario che i pazienti non siano lasciati soli. Soprattutto nel momento acuto della malattia, garantendo un ricovero d'urgenza di 48-72 ore". I medici, quantomeno, non sembrano però soddisfatti dico me finora i partiti hanno affrontato queste tematiche. Se qualche tempo fa si era espresso in questo senso Stefano Biasioli della CIMO, ieri è stata la volta di Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'ANAAO Assomed "I programmi dei partiti politici parlano poco di sanità e in modo generico. 'Riduzione delle liste d'attesa', 'Più qualità dei servizi sanitari', 'Politica fuori dal SSN', sono gli slogan più in uso, temi però difficili da affrontare". "Rapporto di potere fra Stato e Regioni, applicazione del federalismo fiscale, ripartizione del Fondo sanitario nazionale: sono questi - ha sottolineato Lusenti - i problemi che fanno la differenza. Vero però - conclude - che questi sono temi che se affrontati durante la campagna elettorale possono far perdere consensi".
 
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