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21 aprile 2008
"Londra crede a farmacie polivalenti". Articolo tratto da Farmacista33

Londra crede a farmacie polivalenti

E' apparso da pochi giorni "Pharmacy in England  Building on strengths - delivering the future", il libro bianco che il governo laburista ha voluto dedicare al sistema farmaceutico e, in generale, ai professionisti del farmaco
Lungo e dettagliato, il documento analizza la situazione attuale del sistema in Gran Bretagna ma, soprattutto, cerca di prospettare il modo per rendere le farmacie un presidio polifunzionale del Servizio sanitario nazionale. Non è a ben vedere una novità, dal momento che già lo schema convenzionale del 2005 prevedeva, accanto ai servizi essenziali legati alla dispensazione del farmaco, al ruolo di consiglio e di prenotazione di prestazioni, due altre possibilità di collaborazione. La prima è costituita dai servizi avanzati, da contrattare con il Primary care trust locale (praticamente l'ASL), la seconda sono i servizi localmente migliorati, che vengono commissionati dai PCT alle farmacie territoriali. Finora vi è un solo servizio avanzato lanciato a livello nazionale, il MUR o Medicines Use Review che in pratica consiste nella registrazione e revisione delle prescrizioni ricevute dal cittadino, al fine di migliorare l'adesione alla terapia e risolvere eventuali dubbi, ma che può anche tradursi in una segnalazione al medico curante di eventuali inconvenienti. I servizi locali, invece, vanno dalla somministrazione controllata del metadone alla funzione di indirizzo nella cessazione del fumo, anche attraverso l'organizzazione di gruppi di pazienti da istruire all'uso dei sostituti della nicotina. Quello che ora il libro bianco propone è spingere le 10.000 farmacie territoriali a farsi carico di altri servizi, volti a migliorare non soltanto l'accesso al farmaco ma il raggiungimento degli obiettivi in termini di salute. Per esempio, nella recentissima campagna per la prevenzione cardiovascolare, il ministero della sanità ha esplicitamente richiamato il ruolo delle farmacie per assicurare, per esempio, i servizi di diagnostica necessari allo screening delle persone di età superiore ai 40 anni, alla ricerca di eventuali fattori di rischio. Per inciso, un programma che non è molto piaciuto a una rivista diffusa e ascoltata come Lancet che, per esempio, guarda con preoccupazione al moltiplicarsi di falsi positivi. Analoghe azioni vengono delineate per altre malattie molto diffuse, come il diabete. Però il centro dell'azione prevista dal governo per lo sviluppo della farmacia resta il farmaco. Per esempio il servizio MUR dovrebbe svilupparsi in un servizio di continuità terapeutica, a carico del servizo pubblico, evitando così il ricorso al medico curante per la semplice ripetizione delle prescrizioni. La Gran Bretagna sta pensando anche di aumentare il numero dei farmaci da banco e, di conseguenza, dei disturbi per i quali il cittadino-paziente può rivolgersi al farmacista, scelta alla quale non è estranea  la riduzione del numero dei medici di famiglia. Ma la farmacia territoriale potrebbe avere una funzione di alleggerimento anche confronti dell'ospedale, per esempio nelle terapie oncologiche. Certamente non la chemioterapia tradizionale, che richiede l'infusione e quindi una ambiente di cura, ma per i nuovi oncologici orali il libro bianco prevede la possibilità, attraverso un sistema informatizzato di controllo della prescrizione e della dispensazione, di avviare il paziente alla farmacia territoriale. Un piano ambizioso e, per molti versi, anche una rivoluzione di ruoli all'interno del Servizio sanitario. Quanto poi si realizzerà di tutto questo solo il tempo potrà dirlo. Anche in Gran Bretagna le inversioni di rotta non sono mancate.
 
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