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30 giugno 2008
"La Puglia vuol fare da sé. E male". Articolo tratto da Farmacista33

Il Consiglio Regionale della Puglia  ha approvato, come anticipato su Farmacista33, una Legge regionale che incide sul servizio farmaceutico e che è in odore di incostituzionalità
All'articolo 14, intitolato Revisione della pianta organica, si legge al punto 1 che "nella Regione Puglia per i comuni con popolazione fino 12.500 abitanti il numero delle autorizzazioni per le istituzioni di farmacie col criterio demografico è ricalcolato in modo che ci sia una farmacia ogni 3.500 abitanti" anziché 5000. Al successivo punto 2 si stabilisce invece che "La popolazione eccedente rispetto al parametro di cui al comma 1 è computata ai fini dell'apertura di una farmacia qualora sia pari almeno al 50 per cento del parametro stesso".
A questo riguardo il presidente  della consulta degli Ordini dei farmacisti della Puglia, Gabriele Rampino, e il delegato regionale della FOFI, senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, hanno inviato una lettera al presidente della Regione, Nichi Vendola, all'assessore alle Politiche della Salute Alberto Tedesco e al presidente del Consiglio regionale Pietro Pepe. Nella lettera si ricorda, oltre alle valutazioni di merito già esposte dalla rappresentanza ordinistica in sede di audizione, lo scorso 9 giugno, che "con tale previsione si creano i presupposti per un inevitabile contenzioso in merito alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni. Va infatti considerato che il servizio farmaceutico, attenendo alla tutela della salute, rientra tra le materie di legislazione concorrente e alle Regioni compete dettare le norme di dettaglio, che individuano gli strumenti concreti da utilizzare per raggiungere detti obiettivi", e che la determinazione della pianta organica rientra dunque nelle competenze dello Stato. "Se così non fosse, del resto, assisteremmo in brevissimo tempo a una declinazione regionale del servizio farmaceutico e quindi a una frammentazione del servizio stesso" ha commentato il presidente della FOFI, Giacomo Leopardi "creando differenze nelle modalità di erogazione dell'assistenza farmaceutica, e snaturando quindi il servizio sanitario del Paese, che prevede prestazioni e modalità di erogazione omogenee su tutto il territorio nazionale". Un rischio, quello della polverizzazione del servizio, che ovviamente preoccupa molto e ha già indotto la FOFI ad assumere  provvedimenti immediati. "Il primo sarà, a giorni, nei confronti del Governo nazionale" chiarisce Leopardi "che ha tra le sue prerogative quella di valutare la congruenza della legge pugliese con l'ordinamento statale. Già in quella sede, a nostro giudizio, si potrebbe intervenire per evitare quella che è, a tutti gli effetti, una pericolosissima fuga in avanti. Oltre a questo, stiamo già valutando il provvedimento varato ieri dalla Regione Puglia, per un'eventuale azione anche in sede giudiziaria". D'Ambrosio Lettieri ha aggiunto che "siamo di fronte a un provvedimento francamente incomprensibile anche a fronte del cammino di collaborazione fin qui condotto dalle rappresentanze professionali insieme alle istituzioni. Del resto" conclude "anche nella passata legislatura il documento conclusivo del tavolo tecnico istituito dal ministero della Salute con le rappresentanze dei farmacisti conteneva le linee portanti di una ponderata e organica revisione del servizio con un incremento delle sedi farmaceutiche. Il cammino della riforma, insomma, era già tracciato e si trattava solo di portarlo a compimento".
Non a caso, nella lettera inviata ai vertici della Regione è stata ricordata anche la disponibilità offerta dagli Ordini pugliesi a collaborare per un reale ammodernamento del servizio farmaceutico, riproponendo le proposte presentate: revisione delle normative attuali al fine di accelerare e abbreviare i tempi occorrenti per la revisione della pianta organica delle farmacie, semplificare le procedure di partecipazione ai relativi concorsi interni e di armonizzare le norme alle modifiche proposte alla L.R. n. 17/90, assicurare una maggiore flessibilità degli orari di servizio e una maggiore presenza delle stesse durante i turni di servizio pomeridiano, notturno e festivo. E in particolare, la predisposizione di una norma regionale sulle procedure da seguire nell'assegnazione delle sedi farmaceutiche vacanti e di nuova istituzione, al fine di snellire l'attuale iter burocratico che ha spesso determinato e determina ritardi nell'attivazione degli esercizi farmaceutici. Anche Federfarma ha preso una posizione dura sul provvedimento. "Si tratta di un provvedimento gravissimo e incostituzionale in quanto la Regione Puglia modificando i criteri per l'istituzione di farmacie della regione, ha assunto decisioni che spettano allo Stato" commenta il presidente Annarosa Racca "e stiamo valutando le strade per adire la Corte Costituzionale".
 
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