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15 dicembre 2008
"Crescono i punti vendita, non le vendite" e "Stabile il mercato dell'autocura". Articoli tratti da Farmacista33

Crescono i punti vendita, non le vendite

Secondo i dati diffusi da Anifa, le farmacie rimangono il canale in assoluto più utilizzato dai cittadini per OTC e SOP, e  cresce lentamente il peso delle parafarmacie e dei corner della grande distribuzione
Continua a crescere il numero di punti di vendita che dal luglio 2006 possono dispensare farmaci senza obbligo di ricetta medica. Secondo i dati Anifa (Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione), ad agosto sono infatti saliti a quasi 2.500, spinti soprattutto dall'apertura di nuove parafarmacie. Se a dicembre 2007 - oltre alle 17.224 farmacie - erano attive sul territorio nazionale 1.500 parafarmacie (1.736 autorizzate) e 162 corner della Grande distribuzione organizzata, ad agosto 2008 operano 2.246 parafarmacie e  214 corner in super e ipermercati. Ma a dispetto della crescita del numero di punti vendita alternativi alla farmacie, anche per il 2008 si conferma dunque un andamento del mercato indipendente da questo fenomeno. L'incremento dei punti vendita - prosegue Anifa - ha portato nel 2008 a un parziale switch di canale: è infatti aumentato il peso delle parafarmacie e dei corner Gdo rispetto a quello delle farmacie, seppure queste ultime rimangano in assoluto il canale più utilizzato dai cittadini. A dicembre 2007 la farmacia copriva il 96,5% delle vendite a volume per farmaci senza ricetta, mentre ad agosto 2008 questo dato scende al 94% e quello di parafarmacie e Gdo sale rispettivamente al 3,5% e al 2,5% (era l'1,4% e il 2% nel 2007). Si può argomentare che, a differenza di quanto sostenevano i fautori delle vendite fuori-canale, non pare che fosse la riserva alla farmacia a impedire un maggior ricorso all'automedicazione: se resta stabile il volume delle vendite e si ha soltanto una sua limitata redistribuzione evidentemente l'accesso al farmaco era adeguato. Per quanto riguarda i prezzi, secondo il rapporto dell'Associazione, rimangono nel 2008 gli effetti positivi della liberalizzazione del sistema di determinazione dei prezzi dei farmaci senza obbligo di prescrizione medica. Un importante cambiamento che - secondo l'Anifa - ha consentito di innescare un processo concorrenziale virtuoso all'interno della filiera produttivo-distributiva e che ha permesso di riversarne i benefici sul cittadino. La dinamica concorrenziale ha infatti contribuito a calmierare l'andamento dei prezzi dei farmaci di autocura da inizio anno, nonostante si arrivasse da oltre tre anni di blocco per l'industria. La passata introduzione di elementi di competitività nel sistema distributivo ha portato a una notevole riduzione dei prezzi al pubblico per effetto degli sconti applicati dai differenti canali distributivi, seppure con alcune differenziazioni che permangono anche quest'anno. La recente firma di un protocollo d'intesa sulla trasparenza dei prezzi dei farmaci da banco, sottoscritto dai rappresentanti delle istituzioni e dalle categorie interessate - a cominciare dalle farmacie, ndr - rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso. Informazione e comunicazione, anche nei punti vendita - conclude Anifa - sono la chiave per mantenere un rapporto con il cittadino di trasparenza sulla politica dei prezzi, così da accelerare ulteriormente il processo concorrenziale oltre che per educare a riconoscere il farmaco e a comprenderne il suo corretto impiego.
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Stabile il mercato dell'autocura
Nei primi otto mesi del 2008 il mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione ha segnato un andamento allineato a quello dello stesso periodo dell'anno precedente. Con 217,5 milioni di confezioni per un corrispondente giro d'affari di un miliardo e 424 milioni di euro, le vendite di questi prodotti sono infatti diminuite complessivamente dello 0,2% a volume e cresciute dello 0,3% a valore. Sono i dati diffusi nella newsletter dell'Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione (Anifa). Si osservano, tuttavia - fa notare l'Anifa - trend leggermente differenziati fra le diverse tipologie di medicinali: le specialità di automedicazione (156 milioni di confezioni vendute per un controvalore di un miliardo e 55 milioni di euro) registrano una flessione dello 0,7% a volume e dello 0,1% a valore, mentre i farmaci senza accesso alla comunicazione al pubblico (SOP), con vendite per i restanti 61 milioni di confezioni e corrispondenti 368 milioni di euro, sono cresciuti dell'1,3% a volume e dell'1,7% a valore.



 
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