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11 maggio 2006
'Farmacista 33'
La nuova pubblicazione 'virtuale' al servizio del farmacista

Il sito dell'Ordine pubblicherà frequentemente la rivista virtuale "Farmacista33", contenente diverse notizie di sicura utilità per gli "addetti ai lavori".

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In questo numero
• Il farmaco, un diritto che richiede una guida
• Nuove esenzioni in Piemonte
• A Empoli la "Farmacia della Continuità"
• Secondo Farmindustria tetto da rivedere
• Spray anti-asma: utili ma non preventivi
• Drogati di farmaci
• Il pompelmo interferisce
• Diabete: tiazidi e beta-bloccanti aumentano il rischio
• Urgenze pediatriche e neonatali: nuove linee guida
• Approfondimenti
• Strumenti di counseling da Dica33
Primo piano


Il farmaco, un diritto che richiede una guida

"Ogni volta che ci si rivolge a una platea, anche di giovani, si deve sempre ricordare che la metà delle persone si trova lì perché almeno in un'occasione ha potuto ricevere un farmaco"
Così Rodolfo Paoletti, presidente della Società Italiana di Scienze Farmaceutiche aprendo il convegno "Il farmaco, una guida per la tutela della salute" svoltosi ieri 10 maggio a Milano. Nel generale diritto alla salute, anche il farmaco è un diritto, che però non è esente da rischi, e non può essere indiscriminato. La necessità di questa riaffermazione si basa su molti elementi, il crescere delle reazioni avverse, il cambiamento di mentalità del pubblico, che spesso confonde il diritto all'accesso al farmaco con l'autoprescrizione arbitraria, l'invecchiamento della popolazione, per citare alcuni esempi, ma non si può nascondere che il casus belli viene dalle proposte di fuoriuscita del farmaco da banco dall'ambito esclusivo della farmacia.

A questo aspetto si è rivolto subito Giacomo Leopardi, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti, che al convegno ha dato il suo patrocinio assieme alla Fnomceo, all'Istituto superiore di sanità e all'Agenzia italiana per il farmaco. "Il fatto che il farmaco da banco non richieda prescrizione, e possa essere oggetto di pubblicità, lo fa percepire come sempre sicuro e innocuo. Ma questo è un inquinamento della corretta concezione del farmaco, che è oggetto di un bisogno di salute ma non di un consumo soggetto a stimoli esterni. Di qui il ruolo fondamentale del farmacista come professionista, ma anche della farmacia, come luogo in cui è possibile dispensare un consiglio, come terminale della farmacovigilanza, come area sottoposta a controlli". Leopardi ha ricordato un episodio molto significativo. Quando in Gran Bretagna si dispose il ritiro delle confezioni di ASA dopo la scoperta che la somministrazione ai bambini poteva provocare la sindrome di Reye, nell'arco di 24 ore tutte le confezioni erano state ritirate dalle farmacie, nei supermercati, a due anni dal provvedimento, ancora si trovavano confezioni con il foglietto illustrativo non aggiornato. Potrebbe anche bastare questo a dare l'idea di che cosa significhi la farmacia per un servizio sanitario moderno, efficiente ma soprattutto efficace. Nel corso del dibattito il farmacologo Michele Carruba, dell'Università Statale di Milano, ha avuto buon gioco a ricordare che la tradizione americana della vendita in diversi canali ha avuto una motivazione precisa: la scarsa densità della popolazione, che rendeva impossibile la presenza di una farmacia propriamente detta in tutti i piccoli agglomerati urbani. Senza dimenticare, però, "che il perdurare di questo sistema ha fatto sì che oggi negli Stati Uniti, per ogni dollaro speso in farmaci, se ne spendono 1,4 a causa di reazioni avverse". Il convegno si è concluso con la presentazione di un "Carta del farmaco": 10 semplici punti da ricordare al cittadino consumatore quando si confronta con questo bene prezioso. Un manifesto dell'uso responsabile del farmaco che La Federazione degli Ordini dei farmacisti si è impegnata a sostenere e diffondere ed è stato sottoscritto da clinici, farmacologi e, naturalmente, farmacisti.

Il prezzo non è il punto
Si è detto che il passaggio dei farmaci da banco alla vendita nei supermercati potrebbe condurre a una riduzione dei prezzi. Per Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell'Iss, sarebbe un effetto transitorio, e secondo Leopardi la questione va affrontata piuttosto con una trattativa tra Governo, industria e farmacisti su questo aspetto. Dal canto suo Daniel Lapeyre di Sanofi-Aventis Italia, in rappresentanza di Farmindustria, ha sottolineato che l'aumento della spesa privata farmaceutica poco ha a che vedere con il prezzo dei medicinali in libera vendita, ma piuttosto con il passaggio in classe C di diversi farmaci che, invece, evidentemente rispondevano a un bisogno terapeutico. E allora, a che vale la campagna mediatica degli ultimi mesi? Senza contare che al di là di questo aspetto, il diritto alla salute è meglio tutelato dalla distribuzione in farmaci. Achille Caputi, presidente eletto della Società Italiana di Farmacologia ha ricordato alcuni dati internazionali. Il 6,5% delle ospedalizzazioni, casistica australiana, è dovuto a reazioni avverse dei farmaci. E al primo posto vengono i FANS, medicinali da banco.Nei consumatori abituali raddoppiano il rischio di ritenzione idrica acuta per esempio. In soggetti trattati con ACE-inibitori possono raddoppiare il rischio di insufficienza renale, i coloro che assumono diuretici raddoppiano la possibilità di insufficienza cardiaca. E la letteratura internazionale ha sottolineato che il rapporto con un'unica farmaci riduce notevolmente questi pericoli. Un'ulteriore conferma della sua importanza e dell'importanza che si affermi la visione della farmacia di comunità.


Prima cambiare quello che non funziona
Dal convegno milanese è anche uscita una constatazione di carattere organizzativo-sanitario. Se quello italiano può a buon diritto considerarsi un ottimo servizio sanitario, l'assistenza farmaceutica ne rappresenta una delle punte di eccellenza. "Con 17mila punti presenti sul territorio nazionale, le farmacie sono più diffuse delle caserme dei Carabinieri" ha detto Giacomo Leopardi "il che vuol dire una ogni 3300 abitanti"; è difficile, di fronte a questi dati, parlare di un problema di accesso al farmaco. Inoltre, è stato osservato in diversi interventi, la copertura farmaceutica pubblica garantisce a tutti i farmaci salvavita, restringendo notevolmente l'area dei bisogni cui il cittadino deve provvedere da sé. Rodolfo Paoletti, già preside della Facoltà di Farmacia di Milano, ha poi avuto buon gioco nel ricordare come il farmacista italiano goda di una grande preparazione che non termina con il conseguimento della laurea, ma prosegue con un'opera di aggiornamento professionale che, in questa categoria, registra ben poche defezioni. Difendere il Servizio sanitario nazionale, è stato riconosciuto, non significa non apportare i cambiamenti. Ma per farlo è bene cominciare dagli aspetti che si dimostrano carenti, non dai servizi che funzionano.
 
Sanità

Nuove esenzioni in Piemonte
Nuove esenzioni dai ticket regionali sui farmaci fissate dalla Regione Piemonte nei giorni scorsi. A beneficiarne gli anziani over 65, i disoccupati e le loro famiglie nonché i malati terminali. In base alle disposizioni approvate con Dgr 54-2431 del 20.3.06 - riporta una nota dell'Asl 22 - sono esentati dal pagamento della quota fissa di compartecipazione alla spesa farmaceutica regionale i cittadini residenti di più di 65 anni con un reddito non superiore a 15mila euro, al lordo degli oneri deducibili; i disoccupati non in attesa di prima occupazione compresi negli elenchi anagrafici dei centri per l'impiego; gli iscritti nelle liste di mobilità e i cittadini in cassa integrazione straordinaria. In ognuno di questi ultimi tre casi il beneficio è esteso ai familiari a carico; infine, i cittadini affetti da malattie in fase terminale. Nei primi due casi sarà l'Asl a rilasciare nuove certificazioni di esenzione. Per ottenerla - informa la nota - gli interessati dovranno rivolgersi agli sportelli del Distretto sanitario di appartenenza e compilare un'apposita autocertificazione. Per i malati terminali sarà direttamente il medico curante ad apporre sulle ricette il codice che attesta il diritto all'esenzione. Gli attestati rilasciati secondo i criteri precedenti sono ancora validi fino al 30 giugno prossimo e non necessitano di rinnovo urgente. 

A Empoli la "Farmacia della Continuità"

Un centro farmaceutico all'interno del nuovo ospedale di Empoli. Con questa iniziativa l'Asl 11 di Empoli vuole realizzare un punto centralizzato di distribuzione di farmaci all'interno dei servizi ospedalieri. Il centro farmaceutico - si legge in una nota dell'Asl 11 - sorgerà all'interno di un'area commerciale. Il progetto - continua la nota - vuole delineare un nuovo modello di "Farmacia della Continuità", un punto qualificato per la distribuzione dei farmaci e per la consulenza sul loro corretto uso. Si tratta quindi di un progetto che vuole favorire la continuità della cura all'interno della struttura ospedaliera, rendendo i servizi più accessibili. E' il tentativo di risposta a una domanda di assistenza prolungata nel tempo, per non lasciare mai soli i pazienti e i loro familiari alle prese con i problemi della malattia.

Secondo Farmindustria tetto da rivedere
Il tetto per la spesa farmaceutica, fissato al 13%, "va rivisto". Non ha dubbi al riguardo Maria Pia Ruffilli, vice presidente Farmindustria, che intervenendo a un convegno sulle sfide del nuovo welfare al Forum P.A. di Roma, spiega come sia necessario "sedersi a un tavolo per ridiscutere l'entità del tetto". E non solo. "In realtà - spiega - sarebbe necessario confrontarsi per ridiscutere la modalità con cui affrontare il delicato tema della sanità nel suo insieme, perché - incalza - non si può dividere la sanità in comparti distinti". Cosa che oggi accade sul fronte della spesa farmaceutica. "Solo per questa voce - ricorda - è infatti previsto un tetto di spesa. Eppure, i farmaci non andrebbero visti solo come un costo, ma anche e soprattutto come una risorsa. Se oggi possiamo contare su un'aspettativa di vita più lunga - conclude il vice presidente di Farmindustria - ciò avviene anche grazie ai medicinali messi a punto dalla ricerca".

Farmaci e dintorni

Spray anti-asma: utili ma non preventivi
Gli spray anti-asma migliorano la respirazione di bimbi a rischio, ma non prevengono la malattia. Lo dimostra uno studio del Childhood Asthma Research and Education Network, in parte finanziato dai National Institutes of Health statunitense. L'obiettivo della ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, era chiarire se gli spray a base di corticosteroidi, in grado di bloccare i sintomi, possono prevenire lo sviluppo di asma persistente nei bambini molto piccoli, a rischio di malattia.
A questa domanda, che da anni si pongono pediatri e ricercatori, gli ultimi dati danno una risposta negativa. Nella maggior parte dei casi di asma cronica, i sintomi come respiro corto, sibili e tosse frequente cominciano nei primi tre anni di vita. A quest'età può anche verificarsi un calo della funzionalità dei polmoni. Eppure, poche ricerche sono state condotte su bambini così piccoli. Lo studio ha coinvolto 285 bimbi fra i 2 e i 3 anni, ad alto rischio di asma: una parte assumeva corticosteroidi due volte al dì tutti i giorni, gli altri un placebo. Dopo due anni l'uso di corticosteroidi è stato interrotto e tutti i piccoli partecipanti sono stati tenuti sotto osservazione per un anno, per verificare gli eventuali effetti del trattamento precoce. I ricercatori non hanno riscontrato differenze significative fra il gruppo trattato con i farmaci e quello con placebo. "Gli spray a base di corticosteroidi - sottolinea Theresa Guilbert, autrice dello studio, non interferiscono con il corso naturale della malattia nei bimbi che cominciano a prendere questi medicinali prima che l'asma si sviluppi". Il trattamento, comunque, riduce gravità e frequenza dei sintomi, aiutando i piccoli a respirare meglio.

Drogati di farmaci

A rischiare la salute sono 4 italiani su 100, vittime di quella che i medici chiamano cefalea cronica quotidiana. Un mal di testa che non lascia respiro, impedisce il lavoro, rovina la vita familiare e azzera la vita sociale.
"Il 50% di questi pazienti ricorre a cure 'fai-da-te", ha spiegato Gennaro Bussone, direttore del Dipartimento di Neuroscienze cliniche dell'Istituto neurologico Besta di Milano e presidente dell'Anircef (Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee), oggi al Besta presentando il II Congresso della società in programma a Bologna dal 17 al 20 maggio. "E solo da noi - ha riferito - il 30% dei ricoveri di questi malati è dovuto all'abuso di analgesici". Un quadro ancora più allarmante, ha aggiunto l'esperto, se si pensa che "quella che noi vediamo e' solo la punta dell'iceberg''. Casi estremi ''in cui l'abuso di farmaci ha probabilmente una base genetica - ha sottolineato Pasquale Montagna, ordinario di Neurologia all'università del capoluogo emiliano - Per ora sono dati preliminari - ha precisato - ma sembra che il cervello dell'emicranico cronico sia diverso da quello dell'emicranico acuto, già particolare rispetto al cervello di chi non soffre di tale malattia". Ma per disintossicare almeno la metà di questi pazienti esiste ora "una nuova cura a base di topiramato - ha ripreso Bussone - approvato in questi giorni dal ministero della Salute per la terapia e la profilassi dell'emicrania grave". E' "l'antiemicranico che aspettavamo da 50 anni", commentano gli specialisti dell'Anircef. Nato come ipoglicemizzante orale contro il diabete di tipo 2 (adulto), e poi promosso a trattamento anti-epilessia dopo averne individuato per caso le proprietà contro la malattia neurologica, dall'inizio del nuovo millennio è stato studiato contro il mal di testa da un team di esperti americani. Con risultati inediti: non solo gli attacchi di emicrania diminuivano del 39%, ma in media il paziente perdeva 5 chili. "Una particolarità assoluta, se si pensa che l'aumento di peso aveva sempre rappresentato l'effetto indesiderato più frequente dei comuni farmaci anti-emicrania".

Il pompelmo interferisce
Il succo di pompelmo può interferire con il metabolismo di alcuni medicinali come gli antipertensivi o gli anticolesterolo, rallentandone lo smaltimento e favorendo la comparsa di effetti collaterali. Il rischio era già noto ai medici, ma soltanto ora uno studio americano ha spiegato le vere ragioni alla base dell'avvertenza. In una ricerca pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition, gli scienziati statunitensi hanno, infatti, dimostrato che le sostanze responsabili dell''interferenza' sono i furanocumarini contenuti nel succo di pompelmo e non in altri succhi altrettanto diffusi.
I farmaci il cui metabolismo potrebbe risentire degli effetti del succo di pompelmo - spiegano gli studiosi guidati da Paul Watkins - sono quelli che nell'intestino vengono aggrediti dall'enzima CYP3A. Normalmente questa proteina limita l'assorbimento dei medicinali sui quali "lavora", che in questo modo arrivano al sangue e ai tessuti in dosi adeguate. Ma il succo di pompelmo inibisce il CYP3A, aumentando la quantità di farmaco assorbita con il pericolo di effetti avversi imprevisti. L'opinione più accreditata era che tutto ciò dipendesse dai flavonoidi della bevanda, ma i ricercatori hanno accertato che l'azione è legata ai gruppi chimici detti furanocumarini. Per questo i ricercatori statunitensi hanno collaborato con il Dipartimento agrumi della Florida con l'obiettivo di ottenere un succo di pompelmo privo di questa sostanza. Hanno poi arruolato 18 volontari che assumevano 10 milligrammi al giorno dell'antipertensivo felodipina insieme a tre diversi succhi: una settimana succo d'arancia, un'altra normale succo di pompelmo e un'altra succo di pompelmo privato dei furanocumarini. Con analisi del sangue ogni 24 ore, hanno quindi dosato i livelli ematici di felodipina raggiunti da ciascun paziente dell'indagine. In questo modo hanno confermato che soltanto il succo di pompelmo normale interferiva con l'antipertensivo, mentre il succo di pompelmo senza furanocumarini si comportava nello stesso identico modo dell''innocuo succo d'arancia.

Farmacologia

Diabete: tiazidi e beta-bloccanti aumentano il rischio
I diuretici tiazidici ed i beta-bloccanti sono associati ad un aumento del rischio di diabete incidente; al contrario, gli ACE-inibitori ed i bloccanti dei canali del calcio non sono associati a questo tipo di rischio. Il presente studio suggerisce che i pazienti trattati con farmaci a rischio necessitino di un aumento della sorveglianza per il diabete. Secondo gli autori, la terapia con ACE-inibitori e bloccanti per i recettori dell'angiotensina potrebbe invece addirittura diminuire il rischio di diabete; per il passato, diversi studi su beta-bloccanti e rischio di diabete hanno portato a risultati discordanti. (Diabetes Care. 2006; 29: 1065-70)

Pediatria

Urgenze pediatriche e neonatali: nuove linee guida
E' stato editato un aggiornamento delle precedenti linee guida sull'assistenza cardiovascolare d'urgenza dei pazienti pediatrici e sulla resuscitazione cardiopolmonare e le urgenze cardiovascolari dei neonati. Le nuove raccomandazioni non implicano che l'assistenza basata sull'uso delle vecchie linee guida fosse poco sicura, nonostante i cambiamenti presenti. Fra le innovazioni principali si osservano la raccomandazione per l'uso della CPR continua ad una frequenza di 100/minuto senza pause per la ventilazione e quella per la suzione endotracheale immediata dopo la nascita per i neonati non rigorosi. (Pediatrics. 2006; 117: e989-1038).

Approfondimenti

Il peso dell'età

Si stima che negli ultimi 25 anni la popolazione anziana obesa rappresenti il 20% degli ultrasessantacinquenni. E se l'obesità è considerata una malattia, non fa che aggiungersi a un quadro di declino funzionale e fisiologico. Un fattore di aggravamento che si potrebbe evitare. Al di là del buon senso, esistono diversi studi che hanno dimostrato un forte legame tra l'incremento dell'indice di massa corporea e il peggioramento della funzionalità nelle persone anziane. E sono loro stessi che, arrivati a una certa età con troppi chili di troppo, riportano di avere limitazioni nei movimenti, di non riuscire a svolgere le attività di vita quotidiana, di avere prestazioni fisiche ridotte e un maggiore rischio di declino funzionale. Inoltre l'obesità è associata a una maggior probabilità di ricovero in strutture residenziali di assistenza.

(Villareal DT et al. Effect of weight loss and exercise on frailty in obese older adults. Arch Intern Med. 2006 Apr 24;166(8):860-6) 

Piccoli immunizzati senza ago
Vaccinare i bambini piccoli contro l'influenza utilizzando un preparato che si può somministrare come spray nasale invece di dover essere iniettato. E' una possibilità che hanno voluto esplorare ricercatori statunitensi, pensando a una modalità d'immunoprofilassi che può risultare adatta soprattutto ai bimbi tra i sei mesi e i cinque anni, una fascia d'età che è tra le più vulnerabili al virus dell'influenza, oltre a costituire un serbatoio dell'infezione che si propaga così ai familiari e, attraverso gli altri bambini, ad altre famiglie. Proprio la fascia pediatrica è quella che spesso risulta venir meno protetta con la vaccinazione, a differenza di quanto avviene per gli anziani che, per esempio in Italia, aderiscono sempre più alle campagne antinfluenzali

(Flu news: Study in 8,475 young children points to a more effective influenza vaccine EurekAlert 1 maggio 2006)

La fertilità ritorna
Gli effetti del "pillolo" per lui saranno, a detta dei ricercatori, reversibili dopo pochi mesi. L'erede della pillola anti-concezionale non è, infatti, ancora arrivato sul mercato ma i ricercatori assicurano che bastano pochi mesi di sospensione della cura, per tornare fertili. L'inibizione della produzione di sperma può essere ottenuta con la somministrazione di androgeni o di una combinazione di androgeni e progestinici. L'effetto del trattamento è una azospermia o oligospermia sufficiente a scopo contraccettivo. La ricerca ha esaminato 30 studi sul pillolo pubblicati dal 1990 al 2005. I ricercatori, dopo aver monitorato i dati relativi a 1.500 uomini, hanno scoperto che il tempo di recupero della fertilità oscilla intorno a 3-4 mesi, in tutti i pazienti. La rapidità o meno della ripresa dipende da fattori come l'età, la durata del trattamento anti-concezionale e la concentrazione spermatica all'origine.

(Liu Py et al. Rate, extent, and modifiers of spermatogenic recovery after hormonal male contraception: an integrated analysis. Lancet 2006;367:1412-20.)

Strumenti di counseling da Dica33
Calcetto a rischio?
Le sostanze contenute nei campi in erba sintetica potrebbero essere cancerogene. L'allarme della Lega nazionale dilettanti trova conferme

Prevenzione anche per la psiche
E' pensabile che mentre per il corpo si va oltre l'assenza della malattia, per la mente non lo si faccia? No, e cercare la felicità si può

Con l'aspirina l'antibiotico non assorda
Gli aminoglicosidi, antibatterici molto efficaci, hanno un effetto tossico per l'orecchio. Aggiungendo il farmaco, le cose cambiano
 
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