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16 maggio 2006
'Farmacista 33'
La nuova pubblicazione 'virtulae' al servizio del farmacista

 
In questo numer
• Fadoi, l'Italia invecchia ed i letti diminuiscono
• Procedura d'urgenza per i corsi Ecm sulla 49/2006
• Il rischio incombe sulla corsia
• Lea e Drg da rivedere per Cittadinanzattiva
• Prozac senza segreti
• Trial lenti per l'anticolesterolo Merck
• Novartis presenta le sue punte
• La tecnologia al servizio del marketing farmaceutico
• L' emicrania trasformata rovina il sonno alle donne
• Approfondimenti
• Strumenti di counseling da Dica33
Primo piano


Fadoi, l'Italia invecchia ed i letti diminuiscono

Internisti, quasi il 10 per cento dei pazienti non può essere accettato dai reparti di medicina interna per la cronica mancanza di posti letto
Pazienti che devono attendere il ricovero in una barella "abbandonata" in corsia per ore o giorni interi in attesa che un posto letto sia disponibile o costretti ad affidarsi ad altre strutture che spesso non sono nemmeno nella stessa città. Questa è la sorte condivisa da quasi il 10 per cento dei pazienti italiani che avrebbero bisogno di un ricovero presso un reparto di medicina interna. Questi dati sono stati resi noti, ieri a Roma, da Giovanni Mathieu, presidente della Fadoi (Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti), durante la conferenza stampa di presentazione dell'annuale rapporto dal titolo "l'Italia dice 33". "Questa è una situazione - afferma Mathieu - che necessita di una programmazione adeguata e seria, che tenga conto dei reali bisogni dei cittadini e dei cambiamenti che hanno investito la società italiana". Tra questi, una popolazione sempre più anziana che deve fare i conti con gli "acciacchi" dell'età. E che, soprattutto, non può esser lasciata sola ad attendere che un posto letto si liberi.

"Una vera e propria vergogna - denuncia Francesco D'Amore dell'ospedale Sandro Pertini di Roma e tesoriere Fadoi - e che non ha registrato alcun miglioramento da quando sono entrato in ospedale, ormai 40 anni fa e anzi, è andata peggiorando a causa dei tagli di posti letto imposti da ragioni economiche". Un problema che angustia l'intero territorio nazionale "ma destinato a cronicizzarsi nelle metropoli e nelle grandi città", puntualizzano gli esperti. In alcune realtà ospedaliere andrebbe riorganizzato dalle basi la gestione dei posti letto e non solo a livello degli ospedali e dei reparti di terapia intensiva. In Italia - è stato ricordato - sono quasi assenti quelle strutture sanitarie in cui i pazienti post-acuti potrebbero ricevere assistenza al di fuori degli ospedali.

Antonino Mazzone, Presidente Eletto della Fadoi ha puntato il dito anche sul problema del dirottamento dei pazienti fuori dai reparti di medicina interna. " Vorrei partire dal disagio dei pazienti affetti da polipatologie che in presenza di una acuzie necessitano di un ricovero urgente. Ebbene, mediamente almeno dieci pazienti al giorno sono costretti ad essere ricoverati in Divisioni diverse dalla Medicina Interna a cui sono destinati in ogni ospedale. Un malato - ha spiegato Mazzone - che deve essere assistito, perché diabetico o perché ha l'insufficienza respiratoria o è iperteso o soffre di uno scompenso cardiaco, viene "appoggiato" in un'altra Divisione che può essere quella di Ortopedia come pure di Urologia. Questo paziente ha bisogno, per le sue condizioni di salute, di professionalità e qualità che nel Reparto dove viene "appoggiato" non ottiene. I medici e gli infermieri che operano nelle Divisioni costrette ad ospitare malati che avrebbero dovuto ricevere un ricovero in Medicina Interna sono di alta qualificazione professionale ma specializzati a trattare patologie diverse. Come adattare - ha concluso Mazzone - il personale medico ed infermieristico di Ortopedia o Urologia ad assistere e curare un Edema Polmonare Acuto? Questa situazione - hanno concluso gli intervenuti - innesca un circolo vizioso che obbliga i pazienti ad effettuare ricoveri ripetuti per il riacutizzarsi di una malattia a decorso cronico.

Dalla Federazione degli Ordini

Procedura d'urgenza per i corsi Ecm sulla 49/2006
Tempi rapidi per l'accreditamento dei corsi Ecm riguardanti la nuova disciplina sugli stupefacenti. E' quanto richiesto e ottenuto dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti con una lettera indirizzata lo scorso 22 marzo al Ministero della Salute. Nella nota, la Federazione argomentava la necessità, in seguito all'entrata in vigore della nuova disciplina in materia di stupefacenti (legge 49/2006), di prevedere una procedura d'urgenza per sostenere e semplificare l'accreditamento di eventi formativi rivolti ai farmacisti e inerenti tale tematica. Fin dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, infatti, la legge in questione ha posto numerosi dubbi interpretativi di cui la Federazione degli Ordini si è fatta portavoce presso la Direzione Generale dei farmaci del Ministero della Salute la quale ha costantemente e prontamente fornito chiarimenti e delucidazioni in merito. A conferma dell'intesa e della collaborazione venutasi a creare tra la Federazione e la Direzione Generale del farmaco su tale materia, anche l'impegno di quest'ultima, nella persona del Direttore Generale dott. Claudio De Giuli, a porre all'attenzione della Commissione nazionale per la formazione continua la necessità di accelerare, come richiesto dalla Federazione, le procedure di accreditamento per gli eventi riguardanti la legge 49/2006. Alla base della richiesta della Federazione, infatti, vi è la piena consapevolezza della necessità da parte del farmacista di porre in essere comportamenti corretti e conformi alle previsioni legislative sulla dispensazione di farmaci così delicati e rivolti a pazienti i quali, il più delle volte, sono malati terminali. La Commissione Ecm, con una lettera trasmessa alla Federazione degli Ordini lo scorso 9 maggio, ha espresso parere favorevole alla richiesta di deroga rispetto alla normale procedura di accreditamento dei corsi e, nei giorni scorsi, la segreteria della stessa Commissione ha prontamente rese note nella sezione Ecm del sito ministeriale le procedure di dettaglio. Pertanto, in deroga al limite minimo dei 90 giorni previsto per la presentazione di un corso Ecm, tutti gli eventi formativi e i progetti formativi aziendali inerenti le tematiche relative agli stupefacenti (legge 49/2006), con particolare riguardo alla terapia farmacologia ad azione antalgica, possono essere presentati fino a 10 giorni prima dell'inizio dell'evento. Gli organizzatori, interessati a presentare corsi Ecm su tali tematiche, dovranno unicamente riportare, quale forma di autocertificazione, l'indicazione della legge n. 49/2006 all'atto dell'inserimento del corso nel sistema informativo del Ministero.

Sanità

Il rischio incombe sulla corsia
Gli eventi avversi dovuti a errori in corsia interessano 320 mila pazienti l'anno vale a dire il 4%dei circa 8 milioni di italiani ricoverati negli ospedali. I più gravi sono quelli che hanno comportano il decesso di 14 mila persone ogni anno con cause di risarcimento intentate a 12 mila medici (+184%negli ultimi 10 anni). I dati sono stati ricordati dal Cineas (Consorzio universitario per l'ingegneria nelle assicurazioni) del Politecnico di Milano, a corollario dei risultati di un'indagine condotta su 100 direttori sanitari, direttori generali ed esperti di gestione del rischio di ospedali (76%) e Asl (24%) in sei regioni dello Stivale (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Sardegna).
E' emerso che nel 75% delle strutture sanitarie si cerca di imparare dagli errori passati per prevenirne altri in futuro, inoltre il 91% di Asl e ospedali chiede più formazione sul risk management. Tra le motivazioni più comuni degli errori commessi il carico eccessivo di lavoro, la stanchezza e la distrazione. Ma anche cattiva organizzazione, macchinari vecchi, prescrizioni illeggibili, scambio di farmaci diversi confezionati in flaconi simili e imprevisti operatori, con sprechi per miliardi di euro a carico di Servizio sanitario nazionale e Regioni. Il 59% degli intervistati punta il dito contro la mancanza di procedure adeguate, e per il 75% del campione il luogo più a rischio di errori ospedalieri è in assoluto il Pronto soccorso. L'83% delle strutture (in Lombardia addirittura il 100%) assicura di essersi dotato di procedure di risk management.

Lea e Drg da rivedere per Cittadinanzattiva
''Il Governo in via di insediamento ripensi seriamente al sistema di Drg e Lea introdotto, così da varare un sistema che permetta di rispondere alle reali esigenze dei cittadini piuttosto che a mere logiche di bilancio''. Così Alessio Terzi, vicepresidente di Cittadinanzattiva e membro del coordinamento nazionale del Tribunale per i diritti del malato, commenta il fenomeno dei pazienti 'ping pong' emerso dai dati della Fadoi (Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti) presentati oggi, e che porta i pazienti dimessi a far presto ritorno in ospedale. ''Da diverso tempo - sottolinea Terzi in una nota - segnaliamo l'abuso dei Drg, con relativo aumento delle dimissioni forzate, che sta diventando sempre più un problema grave per i pazienti, costretti, come giustamente sottolineato dalla ricerca pubblicata oggi, in una specie di pallina da ping pong, tra dimissioni e ricovero ripetuti per la stessa patologia a distanza di meno di un mese''. Oltre a chiedere l'intervento dell'Esecutivo, l'esponente di Cittadinanzattiva invita a far entrare rappresentanti delle organizzazioni di tutela dei cittadini nella eventuale Commissione che si occuperà di questo problema.

Farmaci e dintorni

Prozac senza segreti
Finora le conoscenze sulla fluoxetina la indicavano efficace a combattere i sintomi della depressione aumentando, in qualche maniera, la quantità di neuroni nella regione del cervello, chiamata giro dentato. Tuttavia nessuno era ancora riuscito a spiegare l'origine di questi neuroni o il modo in cui il farmaco ne determina la concentrazione. Lo hanno fatto i ricercatori del Cold Spring Harbor Laboratory di Long Island, Sati Uniti, autori di uno studio su alcuni topi pubblicato sui Proceedings of the National Academy Sciences. Hanno scoperto che il principio farmacologico interviene nella genesi di un tipo di cellule definite ANPs (Amplifying Neural Progenitors), che sarebbero coinvolte in una fase della neurogenesi, durante il quale le cellule staminali si trasformano in neuroni maturi. Grazie a questa scoperta, probabilmente, si potrà anche risolvere la controversa questione della somministrazione del Prozac nei bambini e nelle donne incinte. Il farmaco, infatti, è accusato di interferire con il normale sviluppo cerebrale del feto e degli adolescenti. Grigori Enikolopov e Juan Manuel Encinas, i due studiosi a capo della ricerca scientifica, si stanno attualmente concentrando sull'osservazione del meccanismo d'azione dell'antidepressivo su animali giovani o in stato di gravidanza. I risultati ottenuti saranno utilizzati anche per elaborare nuove terapie contro la neurodegenerazione provocata dal morbo di Alzheimer o di Parkinson, proprio perché pongono le basi per capire i fattori che controllano come, quando e dove i nuovi neuroni sono generati dalle cellule staminali nel cervello.

Trial lenti per l'anticolesterolo Merck
I trial clinici per il farmaco sperimentale anticolesterolo della Merck&Co sembrano aver avuto una battuta di arresto e procedono a rilento. Il motivo sembra essere la difficoltà, da parte dei ricercatori, di arrivare a una formulazione che sia quella ottimale.
Il medicinale, per ora nominato Mk-524b, dovrebbe unire in un'unica pillola lo Zocor, blockbuster della stessa casa farmaceutica indicato per ridurre i livelli di colesterolo Ldl, la niacina, un nutriente che alza i livelli di colesterolo Hdl, e una terza sostanza in grado di bloccare gli effetti collaterali della stessa niacina, quali gli arrossamenti facciali. Ma alcuni studi hanno recentemente dimostrato che le componenti anti-rossore sono più efficaci se somministrate 30-60 minuti prima della niacina. Da qui le difficoltà per trovare una soluzione.

Novartis presenta le sue punte
Al meeting dell'American Society of Hypertension (Ash), in corso a New York sono stati presentati i due nuovi antipertensivi commercializzati da Novartis. Saranno discussi i nuovi dati sul Rasilez (aliskiren) e sulla pillola Exforge (associazione valsartan-amlodipina), attesi sia dalla comunità scientifica internazionale sia dagli analisti, che prevedono per i due medicinali un futuro da blockbuster. Soltanto negli Stati Uniti, infatti, l'ipertensione colpisce oltre 65 milioni di persone (un adulto su tre), di cui il 70% fuori controllo.
Il Rasilez, sviluppato da Novartis insieme alla società di biotecnologie Speedel, è stato presentato come il primo antipertensivo orale attivo in grado di inibire a monte il sistema renina-angiotensina. E' annunciato come la vera sorpresa del summit Ash e, a detta degli analisti, produrrà entro il 2011 vendite annuali pari a un miliardo di dollari. Exforge, è stato sottoposto all'esame dell'agenzia regolatoria americana Food and Drug Administration (Fda) in aprile e il suo lancio nel mercato statunitense è atteso tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008. Exforge contiene valsartan, il principio atttivo del Diovan, sul quale si concentra il fatturato di Novartis nel settore cardiovascolare-ipertensione (3,7 miliardi di dollari nel 2005), ma il cui brevetto scadrà nel 2012 - e amlodipina, principio attivo del Norvasc dell'americana Pfizer. Gli analisti hanno stimato che Exforge potrà fruttare circa 500 milioni di dollari l'anno.

La tecnologia al servizio del marketing farmaceutico
Durante il congresso internazionale Online Marketing and eDetailing, tenutosi a Berlino personalità di spicco del settore pharma si sono confrontate per due intere giornate su eDetailing, opportunità, efficacia e misurazione dei risultati delle strategie adottate. L'argomento principale del convegno è stata l'integrazione, nelle aziende farmaceutiche, delle opportunità offerte da internet con le attività di marketing più tradizionali. Una particolare attenzione è stata rivolta all'esperienza di Sanofi-Aventis Otc che, per esempio, attraverso i provider ha la possibilità di raggiungere via e-mail oltre l'80% dei medici di medicina generale italiani. "E' indispensabile - ha commentato Francesco Convertini, web project Manager Sanofi-Aventis - concepire i progetti in maniera tale che possano essere misurabili con gli stesso parametri standard, già utilizzate dalle aziende per valutare le iniziative di marketing classiche".

Scienza


Neurologia

L' emicrania trasformata rovina il sonno alle donne
Le donne con emicrania trasformata presentano un'elevata prevalenza di sonno non ristoratore. Benchè le cefalee siano state connesse a problemi del sonno per più di un secolo, le informazioni sullo spettro o sulla prevalenza di specifici disturbi del sonno associati all'emicrania trasformata nell'adulto scarseggiano. Benchè la correlazione fra emicrania e sonno sia complessa e non sia stata ancora compresa del tutto, l'uso di approcci comportamentali per migliorare le cattive abitudini riguardanti il sonno potrebbe migliorare la qualità del sonno in questi pazienti. Dovrebbero inoltre essere intrapresi studi sull'impatto che tali approcci potrebbero avere sull'emicrania trasformata. (Headache 2006; 46: 604-10)

Segnalazioni


Approfondimenti

Aspartame assolto

L'aspartame non aumenta il rischio di tumori. A riconfermare la sicurezza di questo dolcificante, molto utilizzato, è un gruppo di esperti dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che ha valutato lo studio a lungo termine condotto dalla Fondazione europea Ramazzini di Bologna sulla cancerogenicità del dolcificante. Alla fine dello scorso anno la ricerca ha destato allarme, evidenziando un possibile legame tra l'aumento di tumori e l'assunzione di questa sostanza nei topi. L'associazione europea ha escluso una correlazione significativa fra aumento dei tumori e assunzione di aspartame. L'incremento dell'incidenza di leucemie e linfomi, osservato nel ratto, è molto probabilmente attribuibile all'elevata incidenza di alterazioni infiammatorie ai polmoni. Lo studio ha, infatti, seguito le cavie per tutta la loro vita, circa tre anni e non solo per i due anni canonici di durata delle ricerche, e queste alterazioni a danno dei polmoni sono tipiche di ratti anziani. In più, dicono all'Efsa, l'aumento dei casi di tumori nel sangue non è correlato all'incremento delle dosi di aspartame. Ma alla Fondazione Ramazzini non si perdono d'animo e sono già stati annunciati nuovi studi per trovare ulteriori elementi. "La nostra opinione è diversa da quella dell'Efsa - ha detto il direttore della Fondazione Morando Soffritti - il nostro è il primo studio da 30 anni condotto da un'organizzazione indipendente, con l'obiettivo di dimostrare se questa sostanza causa il cancro oppure n a questo servono gli studi condotti sugli animali. E la conclusione, sulla base dei dati, è che ad alte dosi l'aspartame ha effetto cancerogeno".


L'igiene innanzitutto
Dall'inizio del mese sono aumentati del 19% i casi accertati di infezione oculare da fungo Fusarium. Si tratta di una rara forma di cheratite, ossia un'infiammazione della cornea che si presenta con sintomi come rossore, dolore, lacrimazione, sensibilità alla luce, visione offuscata e nei casi più gravi cecità. Secondo un'indagine dei CDC la causa è imputabile alla soluzione per la conservazione delle lenti a contatto Renu con MoistureLoc prodotta da Bausch&Lomb. Dai dati completi per ora relativi a 30 pazienti, 28 utilizzavano la soluzione per la conservazione di lenti a contatto morbide. E l'azienda in attesa che la situazione sia risolta ha chiesto ai suoi punti vendita statunitensi di ritirare dal mercato tutte le confezioni del liquido "almeno fino a quando l'immagine sulle segnalazioni di infezioni fungine fra i portatori di lenti a contatto in Usa e Asia sia terminata". Ma gli esperti gettano acqua sul fuoco. Pasquale Troiano dell'Associazione medici oculisti, infatti, ha dichiarato come l'incidenza delle infezioni da Fusarium negli utilizzatori di lenti a contatto, sulla base dei dati epidemiologici americani, risulta essere, se riportata al numero di utilizzatori in Italia di lenti a contatto, "nell'ordine di circa 10-15 casi l'anno che se diagnosticati in tempo, si risolvono positivamente".


L'alternativa all'ormone è poco utile
Per la maggior parte delle donne l'arrivo della menopausa, e a volte alcuni anni successivi, sono contrassegnati dalle tipiche "vampate", cioè quelle improvvise sensazioni di calore accompagnate spesso da sudorazione, palpitazioni e ansia, che costituiscono una reazione vasomotoria legata al declino della produzione degli estrogeni. Contro questo fastidioso sintomo che, a seconda dei casi, può condizionare anche pesantemente la vita quotidiana e disturbare il sonno, con ripercussioni psicologiche, sono andate man mano aumentando in questi anni le proposte di trattamento, una gamma in realtà molto eterogenea che comprende diversi farmaci in aggiunta alla classica terapia sostitutiva con estrogeni, oltre a terapie alternative come integratori, preparati erboristici o tecniche di manipolazione che non sembrano supportate da dimostrazioni valide di efficacia. Qualche risultato si ottiene con gli antidepressivi, ma oltre a ciò una metanalisi svela risultati scoraggianti.


Variabili di un lieto evento
I ricercatori del Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia dell'università di Aberdeen, hanno preso in considerazione la possibilità che due fattori possano influire sulla riuscita della gravidanza medicalmente assistita (FIVET): i livelli di vitamina B e la genetica. Apparentemente distanti, in realtà interagiscono perché il gene preso in considerazione (MTHFR) codifica per una molecola che entra nel ciclo dei folati (una sostanza del gruppo delle vitamine B) che produce e metabolizza l'omocisteina. Bassi livelli di vitamina B e aumentati livelli di omocisteina sono associati alla perdita precoce della gravidanza. Al contrario, concentrazioni elevate di acido folico sono state associate a una maggiore probabilità di gravidanza gemellare. L'embrione nelle fasi precoci dello sviluppo ha un assoluto bisogno di folati che ottiene da fonti esogene, ma a sua volta l'utilizzo efficace delle vitamine del gruppo B dipendono dalle variazioni genetiche che interessano gli enzimi coinvolti nel loro metabolismo.


Sull'infarto femminile pesa la psiche
Cardiopatia e depressione, sono un binomio certo. Le donne giovani, cioè di età inferiore a 60 anni, hanno una mortalità per infarto o altri accidenti cardiovascolari decisamente superiore agli uomini (dal 50 al 100% in più) anche a parità di gravità della malattia, di trattamento ricevuto e altri aspetti che potrebbero influenzare il corso della malattia. Un gruppo di ricerca statunitense si è chiesto se la differenza non potesse essere data proprio dalla maggiore esposizione che, teoricamente, persone di sesso femminile, e in più giovani, hanno nei confronti della depressione. L'analisi condotta in uno studio multicentrico statunitense su un gruppo di circa 2500 pazienti, ricoverati per infarto acuto in 19 strutture statunitensi, conferma il nesso.


Strumenti di counseling da Dica33
Comprereste un'auto al supermercato?
No, perché serve l'assistenza, si ha bisogno di informazioni, di un'officina specializzata e altro ancora. E allora perché un farmaco sì?

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Gli incidenti stradali stanno diventando un'importante causa di morte e di invalidità e le previsioni non sono rosee

Quel gene che insidia la prostata
Una variante genica si associa a un incremento di probabilità di tumore del 60% e a una forma maligna. L'obiettivo? Un test precoce

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