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24 novembre 2009
"La pandemia segna il passo". Articolo tratto da Farmacista33

La pandemia segna il passo

I nuovi casi registrati questa settimana sono di poco superiori a quelli della precedente, indicando un rallentamento della diffusione del virus. Le Regioni dove si registra la maggior presenza dell'influenza A/H1N1 son Marche con un'incidenza dell'4,2% seguita da Abruzzo (3,5), Emilia Romagna (1,9), provincia autonoma di Trento (1,6) e Basilicata (1,6). I più colpiti sono bambini e adolescenti, da zero a 14 anni, con un'incidenza pari al 3,6% (2,8% nei più piccoli da zero a 4 anni e 4,1% dai 5 ai 14 anni). Nella fascia d'età tra i 15 e i 64 anni,
l'incidenza dell'influenza è dello 0,7% che scende allo 0,1% oltre i 65 anni. Le Regioni hanno segnalato 432 ricoveri in ospedale per complicanze pari a una quota di 0,0142% del totale stimato delle persone che hanno contratto la nuova influenza A. Fra tutti coloro che si sono presentati al pronto soccorso il 10% presentava una sindrome respiratoria acuta, in calo rispetto alla settimana precedente, e di questi il 19% è stato ricoverato. Le vittime correlate all'influenza A sono lo 0,0041% di coloro che contraggono il virus, contro lo 0,2 % delle vittime correlate alla normale influenza. Alle ore 17,00 del 18 novembre le vittime correlate alla nuova influenza A sono 62, di cui 59 presentavano gravi patologie pregresse e di 3 sono in corso accertamenti. In base a dati parziali pervenuti all'Istituto superiore 
di sanità sono state vaccinate al 18 novembre circa 167.680 persone secondo le pianificazioni regionali. La categoria dei medici si è vaccinata per quasi il 12%, il personale addetto ai settori dei servizi assistenziali per il 2%, i cittadini a rischio per il 5,11%.
Almeno 65 milioni di persone nel mondo sono state vaccinate contro l'influenza pandemica A e finora nessun decesso ha potuto esserelegato alla vaccinazione, ha affermato in settimana Marie-Paule Kieny, Direttrice dell'Iniziava per la Ricerca sui vaccini 
dell'Organizzazione mondiale della sanità. Nel corso della prima settimana di novembre, la vendita di antivirali ha raggiunto le 47 confezioni per 100 mila abitanti con una maggiore incidenza al Sud, cioè un valore più che doppio rispetto alla settimana precedente. 
Cresce anche la vendita di antibiotici (+41%) e analgesici (+95%). A questo proposito occorre ricordare che l'utilizzo di antibiotici è consigliato solo quando esiste un reale rischio di complicanze. Bisogna infatti sottolineare gli allarmanti dati diffusi dai Centri Europei per il Controllo delle Malattie (Ecdc), dai quali emerge che in tutta l'Unione Europea la resistenza agli antibiotici sta diventando un problema serio e comporti la morte di circa 25.000 
persone l'anno. L'Italia, purtroppo, risulta tra i Paesi europei nei quali la resistenza agli antibiotici è più diffusa, ad esempio per la diffusione dello Stafilococco aureo resistente alla meticillina. L'OMS ha, infine, annunciato venerdì 20 novembre che la Norvegia ha 
individuato una mutazione del virus pandemico H1N1 in tre casi (in particolare in due persone decedute e in una grave) con maggiore aggressività a carico dei polmoni. Il virus con la mutazione, denominato D225G, rimane sensibile agli antivirali, oseltamivir e 
zanamivir, e gli studi mostrano che i vaccini pandemici attualmente disponibili offrono comunque protezione. Casi sporadici di mutazione del virus sono stati rilevati saltuariamente anche nei mesi scorsi in Brasile, Cina, Australia, Giappone, Messico, Spagna, Stati Uniti e 
Ucraina, dove l'influenza ha avuto una repentina diffusione. Secondo l'Istituto superiore di Sanità, però, la mutazione sporadica, verificatasi in un certo arco temporale, indicherebbe che questa variante non ha una grande capacità diffusiva. Ulteriori investigazioni sono in corso, ma al momento non ci sono dati che suggeriscano che le mutazioni stiano portando a un aumento delle infezioni o a un più alto numero di casi letali.
 
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