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13 gennaio 2010
"E' ancora presto per dire addio al vaccino". Articolo tratto da Farmacista33

E' ancora presto per dire addio al vaccino

Il ministero della Salute sta studiando soluzioni per non dover eliminare i vaccini contro il virus H1N1 inutilizzatil; lo ha annunciato il ministro Ferruccio Fazio, a margine di un incontro tecnico organizzato dal Censis a Roma sui sistemi di valutazione delle tecnologie sanitarie. "Ci sono diverse soluzioni che stiamo studiando", ha detto Fazio che non ha però voluto specificare meglio. "Arriveremo a una definizione - dice - anche perché siamo in condizioni più favorevoli di altri Paesi". L'Italia infatti, ha precisato il ministro, ha deciso di acquistare meno vaccini di altri Paesi e immunizzare solo il 40% della popolazione contro l'influenza 
A. "Abbiamo rischiato", ha ammesso Fazio sottolineando però "che siamo stati anche i primi a decidere di non acquistare una seconda dose quando abbiamo capito che era possibile utilizzarne solo una". Il Ministro è anche entrato nel merito delle polemiche sulla gestione 
della nuova influenza, rinfocolate ieri dal capo della Commissione Sanità del Consiglio d'Europa Wolfgang Wodarg, che denunciava l'azione della case produttrici di vaccini e antivirali nella sopravvalutazione del pericolo. "Non sta a noi dare giudizi su questi aspetti. Noi abbiamo seguito le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità. E d'altra parte abbiamo il dovere di proteggere i cittadini" da rischi che non potevano essere valutati fino in fondo, ha detto Ferruccio Fazio. "Quando l'Oms ha dato le prime indicazioni sulla  pandemia - ha spiegato il Ministro - il virus era una entità sconosciuta di cui era chiara solo l'estrema contagiosità ma non la scarsa pericolosità". Il Ministro ha ricordato però che, tra la 
popolazione a rischio, la pandemia ha fatto 200 morti. "Se io fossi una persona a rischio mi vaccinerei", ha detto. Fazio ha spiegato poi che il picco pandemico è arrivato quando in molti Paesi i vaccini non erano ancora disponibili e che si è operato con poche informazioni sui 
rischi reali dell'infezione. "É stato un po' come costruire case anti-sismiche prima del terremoto. Il vaccino è uno strumento di prevenzione", ha ricordato, sottolineando che non si può sempre prevedere l'entità del sisma.    Senza contare che la diffusione della nuova influenza non è detto si possa considerare conclusa. Complice il grande freddo di questo periodo, potrebbe verificarsi a breve una nuova ondata di influenza A/H1N1 nel nostro Paese, per ora piuttosto stabile. Non è un allarme bensì un invito a non abbassare la guardia, incentivando la campagna vaccinale che durerà almeno fino a fine febbraio, quello che arriva dal direttore del dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza. E se è vero che i casi di nuova influenza sono pressoché stabili, rileva 
l'esperto, è però in lieve aumento il ricorso ai pronti soccorsi per le sindromi respiratorie.
 
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