Ordine dei Farmacisti della Provincia di Pesaro e Urbino

giovedì 29 Ottobre 2020

 

ricerca avanzata
 
 
Farmacie di turno
 

I turni delle farmacie della provincia vengono aggiornati ogni mese.

 
Farmacie della Provincia
 


L'indirizzario delle Farmacie viene aggiornato semestralmente.

 
Indirizzi utili

Aziende U.S.L., Ospedali, Guardia Medica, Ordini Farmacisti limitrofi, ecc.

 
 

  FILO DIRETTO > Notizie dall'ordine

12 giugno 2006
"Farmacista 33"
La nuova pubblicazione 'virtuale' al servizio del farmacista

Non basta far politica per dirigere le Asl. Il Governo rimuove la norma che considerava i ruoli di parlamentare e consigliere regionale esperienze sufficienti a concorrere alla direzione di Aziende sanitarie e ospedaliere
Accolta dal Consiglio dei Ministri la proposta del Ministro della Salute Livia Turco di sopprimere, con apposito emendamento, la norma approvata dal Parlamento nel febbraio scorso (comma 5 dell'articolo 2 della legge 43 del febbraio 2006). Con questa norma "il mandato di parlamentare e di consigliere regionale - ricorda una nota del ministero della Salute - veniva equiparato all'esperienza quinquennale di direzione tecnica o amministrativa in enti o aziende pubbliche o private, ai fini di concorrere all'incarico di direttore generale delle Asl". Con questa decisione il Governo ha mantenuto l'impegno, preso prima delle elezioni, "di cancellare una norma che da subito è apparsa sbagliata nella forma e nel merito". "Non si può chiedere a gran voce efficienza, rigore, appropriatezza e competenza nella sanità e poi - dichiara il ministro Turco - varare una norma come quella che oggi abbiamo cancellato, che di fatto avrebbe aperto la direzione generale di Asl e Ospedali a persone che, senza nulla togliere all'importanza dell'esperienza di parlamentare o di consigliere regionale, non possono essere certo considerate esperte di gestione e organizzazione di azienda. La politica è una cosa - aggiunge - la gestione della sanità pubblica è un'altra, e le due cose devono essere ben distinte. In questo senso tra le priorità di questo ministero c'è la grande questione del governo clinico, inteso come coinvolgimento e responsabilizzazione nelle scelte strategiche e gestionali del sistema di tutti i professionisti sanitari che vi operano". La Turco sottolinea poi l'intenzione di avviare quanto prima un confronto con le Regioni e le professioni mediche e sanitarie, per "creare le condizioni per un nuovo modo di gestire la sanità, che tenga conto - conclude - in primo luogo delle esigenze e dei bisogni assistenziali dei cittadini ".

Il Servizio sanitario resti solidale
"Va salvaguardata l'esistenza di un Sistema sanitario nazionale solidale, efficiente e territorialmente diffuso come risorsa fondamentale del nostro Paese". Così la Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), in vista della prossima consultazione referendaria sulle modifiche costituzionali, ribadisce "alcuni principi fondamentali di garanzia del diritto alla tutela della salute", pur non entrando nel merito del dibattito. In particolare, la Fnomceo ribadisce la necessità di garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea) su tutto il territorio nazionale, "in accordo con un appropriato utilizzo delle risorse finalizzato a garantire adeguati interventi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione". Garantire "l'accesso alle prestazioni sanitarie indipendentemente dalle condizioni economiche e dell'area geografica di residenza" e "la continuità dell'assistenza del Servizio sanitario nazionale in tutte le regioni italiane, indipendentemente dalla regione di residenza". E' necessario - prosegue la Fnomceo - che "la collocazione delle risorse del fondo sanitario nazionale consenta un'equa distribuzione delle strutture sanitarie su tutto il territorio, garantendo un'adeguata rete sanitaria, distribuita secondo principi di omogeneità e di appropriatezza". E ancora. Salvaguardare "il principio della solidarietà anche nella ripartizione delle risorse tenendo conto, nel rigoroso rispetto delle regole di corretta amministrazione, delle aree economicamente più deboli del Paese". Il comitato centrale della Fnomceo, conclude la nota, "è certo che i principi sopra enunciati rappresentano un patrimonio comune della nostra società e della nostra cultura".

Una Sanità capace di parlare al cittadino
Strutture sanitarie capaci di comunicare efficacemente con il territorio, medici ed infermieri in grado di ascoltare e dialogare in modo adeguato con gli utenti. Questi gli obiettivi della quarta edizione del corso di perfezionamento in "Comunicazione nelle strutture ospedaliere" realizzato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Tor Vergata in collaborazione con il Policlinico Universitario Tor Vergata, che ha visto l'inaugurazione l'altra sera con l'intervento del Professor Rovinetti Segretario generale dell'Associazione Italiana Comunicazione pubblica ed Istituzionale sul tema dell'evoluzione delle strategie e degli strumenti di comunicazione della PA . Il corso forma, nello specifico settore sanitario, sia le nuove figure professionali dedicate all'attività di informazione e comunicazione che quelle mediche e sanitarie nelle cui attività la comunicazione assume un ruolo strategico per il miglioramento della relazione con l'utente. Aperto a soli 25 partecipanti in possesso di titolo di laurea quadriennale o triennale o diploma universitario, il corso ha registrato nelle passate edizioni un ottimo successo, testimoniando un crescente interesse verso la tematica della comunicazione sanitaria. Il corso vedrà la partecipazione di docenti universitari, dirigenti della P.A. e l'intervento di affermati professionisti del settore media. Le lezioni teoriche saranno integrate dall'analisi di case studies, simulazioni ed esercitazioni pratiche. Il corso, che rilascia 15 crediti formativi, è strutturato in moduli di tre ore ciascuno per un totale di 120 ore. Aperto venerdì si concluderà il 21 novembre 2006.

Diabete, anno 2025: possibile esplosione dei casi
Gli oltre 230 milioni di diabetici del pianeta saliranno a 350 milioni in meno di 20 anni. Un'autentica ''epidemia mondiale'' che si abbatterà soprattutto sulle nazioni piu' povere. Gia' oggi 7 dei 10 Stati piu' colpiti sono Paesi in via di sviluppo, e si calcola che entro il 2025 l'80% di tutti i casi di malattia riguarderà la parte piu' sfortunata del globo. A lanciare l'allarme e' l'International Diabetes Federation (Idf), che a Washington, negli Usa, ha presentato la campagna 'Uniti per il diabete' per contrastare il dilagare della patologia. Due gli obiettivi dell'iniziativa: sensibilizzare istituzioni e cittadini sulla 'pandemia diabete', e incoraggiare i governi a intervenire presso l'Onu affinche' adotti una Risoluzione ad hoc prima della prossima Giornata mondiale del diabete 2007 (14 novembre).
L'emergenza e' mondiale, ma anche nazionale. ''In Italia - spiega in una nota Umberto Valentini, presidente del consorzio 'Diabete Italia' che riunisce Sid (Societa' italiana di diabetologia) e Amd (Associazione medici diabetologi), entrambe federate nell'Idf - il diabete colpisce oggi il 5-6% della popolazione, mentre solo 10 anni fa interessava 4 italiani su 100''. I dati diffusi dall'Idf sono assai preoccupanti, conferma il medico, sottolineando che ''le cifre precedenti sottostimavano il pericolo diabete''. E poiche' ''ci si aspetta che il numero totale dei malati sia destinato a crescere ancora, l'Idf ha deciso di mobilitarsi per fronteggiare quella che sempre piu' assume le forme di una vera, grande epidemia''. Il diabete - avverte Martin Silink, presidente designato dell'Idf - sta rapidamente diventando una delle piu' grandi 'catastrofi' sanitarie che il mondo abbia mai conosciuto. Se i governi non dovessero agire immediatamente, l'epidemia di diabete finirà col consumare le risorse disponibili per la tutela della salute''. E a dispetto dei dati, prosegue l'Idf, pochissimo e' stato fatto finora a livello politico. ''La comunita' internazionale deve prendere in seria considerazione questo problema - ha insistito Pierre Lefebvre, attuale presidente della federazione - Dobbiamo unire le forze nella lotta contro il diabete per non mettere a rischio la salute e la vita di milioni di persone''. Perche' il diabete ''oggi puo' essere trattato efficacemente, riducendone l'impatto e, in molti casi, impedendone completamente l'insorgenza''.

Per invertire l'attuale tendenza - che non e' solo una questione di salute, ma anche economica, conclude l'Idf - sara' necessaria una strategia comune a tutti i Paesi e l'attenzione dell'intera comunità internazionale. Una Risoluzione delle Nazioni Unite, e' convinta la federazione, ''non solo riuscirà finalmente a dare risalto al diabete come problema mondiale, ma renderà evidente al mondo intero la necessità di un provvedimento immediato''. L'Idf spera in particolare che una Risoluzione Onu sul diabete possa ''spingere tutte le autorità e le istituzioni competenti ad agire in maniera preventiva a favore della salute dei cittadini''.

Approvato il primo vaccino anti-HPV
L'FDA ha approvato la messa in commercio del vaccino quadrivalente contro il papillomavirus, il virus responsabile del tumore della cervice. Il farmaco, messo a punto da Merck, è chiamato Gardasil e l'immunizzazione prevede la somministrazione di tre dosi nell'arco di sei mesi, con costo di 120 dollari a dose. L'Fda ha autorizzato la somministrazione del prodotto nella popolazione femminile di eta' compresa tra i 9 e i 26 anni. "Questo vaccino rappresenta un passo avanti importante per la protezione delle salute delle donne", commenta il commissario della Fda, Andrew von Eschenbach. Si tratterà di un prodotto 'al top' anche per i guadagni che frutterà a Merck, avvertono gli analisti. Il Gardasil, assicurano, nasce già come blockbuster con vendite stimate in almeno due miliardi di dollari l'anno. Un traguardo che, ritengono gli esperti, permette al gruppo Usa di 'battere sul tempo' la britannica GlaxoSmithKline (GSK) - che entro l'anno presenterà alla Fda la richiesta di via libera al suo vaccino Cervarix - e di invertire la rotta dopo le oltre 11.500 cause legali legate al caso Vioxx, l'antidolorifico a base di rofecoxib ritirato dal mercato perché sospettato di provocare danni cardiovascolari. Sul mercato europeo il Gardasil sarà commercializzato dall'azienda francese Sanofi Pasteur MSD.

Farmaci elvetici più costosi
Non solo i farmaci protetti da brevetto, ma anche quelli generici sono molto più cari in Svizzera che nel resto d'Europa. L'organizzazione elvetica delle casse malattia Santésuisse calcola che per le medicine "di marca" in Svizzera si spende il 20% in più che all'estero. Il sovrapprezzo dei farmaci generici, invece, raggiunge addirittura il 25%. I dati si riferiscono ai prezzi elvetici confrontati con quelli di Germania, Danimarca, Olanda, Gran Bretagna, Francia, Italia e Austria. Non solo. Se anche in Svizzera fossero applicati i prezzi del resto dell'Europa, e molti medicinali originali fossero sostituiti dai generici, si potrebbe totalizzare un risparmio di un miliardo di franchi. Per i medicinali generici il confronto ha tenuto conto dei venti prodotti più venduti, mentre per quelli con un marchio protetto sono stati presi in considerazione i cento prodotti con il più alto fatturato. Il dato, precisa l'organizzazione, non contempla le conseguenze dell'accordo sui prezzi concluso lo scorso settembre fra la Confederazione e l'industria farmaceutica.

Cetirizina generica ma poco equivalente
Nei prossimi mesi l'agenzia regolatoria Ue Emea potrebbe disporre il ritiro dal mercato di alcuni farmaci generici contenenti l'antistaminico cetirizina. Sulla base di una segnalazione dell'Olanda, infatti, il comitato tecnico dell'Emea, Chmp (Committee for Human Medicinal Products), ha stabilito che "le autorizzazioni alla commercializzazione di numerosi prodotti a base di cetirizina 10 milligrammi dovrebbero essere sospese a livello nazionale, a causa di problemi relativi alla bioequivalenza dei prodotti". In altre parole, il sospetto dei tecnici della Commissione europea è che alcune versioni senza marca di cetirizina non abbiano lo stesso effetto dell'originale. Secondo il Chmp - come si legge nel 'Bollettino Generici' del comitato - almeno uno dei prodotti sotto esame è attualmente in commercio con diversi nomi-marchio in Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia e Svezia. Due le alternative prospettate dal Chmp ai Paesi elencati: prendere provvedimenti immediati o attendere una comunicazione ufficiale da parte dell'Emea, che dovrebbe pronunciarsi nel giro di pochi mesi diffondendo ulteriori dettagli sui farmaci da ritirare, compresi i nomi delle aziende produttrici.

Il sovrappeso nasce dal cervello
L'obesità è una questione di cervello. Quello delle persone in sovrappeso, infatti, ha molti più recettori per la serotonina, rispetto a chi vanta una linea perfetta. Lo sostiene un'equipe di ricercatori danesi, secondo cui i chili di troppo potrebbero dipendere non solo dalle abitudini alimentari e dal metabolismo, e avere origine dalla chimica del cervello. La serotonina è un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione del sonno e del dolore e nei comportamenti motorio, aggressivo, alimentare e sessuale.
Gli specialisti dell'Unità di ricerca in neurobiologia del Rigshospitalet, struttura dell'ospedale universitario di Copenhagen, hanno mappato, con la tomografia a emissione di positroni, il cervello di 47 volontari normopeso e 29 in sovrappeso. Negli animali, secondo numerosi studi precedenti, stimolando un recettore per la serotonina si riducono i chili di troppo, a conferma del ruolo di questo recettore nel regolare il peso corporeo. I ricercatori hanno scoperto concentrazioni più elevate del recettore 5-HT2A nelle persone 'extra-large'.

Asma: beta-agonisti aumentano mortalità
I beta-agonisti ad azione prolungata possono aumentare il rischio di morte da asma: essi dovrebbero dunque essere rivalutati per un possibile ritiro dal mercato. Questi farmaci possono infatti aumentare il rischio di riacutizzazioni fatali e non della malattia. Gli attacchi asmatici pericolosi per la sopravvivenza o letali sono eventi relativamente rari, anche negli studi più ampi. L'uso di questi farmaci è stato associato ad un numero clinicamente significativo di ricoveri non necessari, ammissioni in unità di terapia intensiva e decessi ogni anno. L'assunzione concomitante di corticosteroidi per via inalatoria non protegge adeguatamente da questi effetti collaterali. I medici dovrebbero essere informati dei fattori (come ad esempio la razza) che possono predire una reazione sfavorevole ai beta-agonisti ad azione prolungata, monitorare i pazienti che ricevono questi farmaci ed agire prontamente quando i pazienti non reagiscono favorevolmente. Le decisioni terapeutiche richiedono sempre più l'adattamento della terapia alle necessità individuali, e forse un giorno anche ai profili farmacogenomici. (Ann Intern Med online 2006, pubblicato il 6/6)

Portale europeo per farmaci orfani
Ci sono oltre 6.000 tipi di malattie rare nel mondo e, nonostante la definizione, in Europa sono colpiti in totale circa 30 milioni di persone, a fronte di soli 27 medicinali (cosiddetti orfani) autorizzati al commercio dal Regolamento europeo varato nel 2000, e di altri 450 potenziali farmaci. La richiesta d'informazioni su queste malattie e soprattutto sulle terapie disponibili aumenta, mentre la ricerca avanza, quella clinico-epidemiologica (in Italia sono al vaglio del ministero della Salute 100 nuove malattie rare) ma anche quella farmaceutica. Per aiutare medici e pazienti a individuare i farmaci orfani disponibili nei vari paesi europei l'anno scorso ha preso il via il Progetto EuOrphan di costituzione della prima banca dati farmacologica consultabile via web

La mamma preoccupata è un sintomo chiaro
Che essere sovrappeso da piccoli sia potenzialmente pericoloso è un dato certo, e l'indagine sui motivi per cui si ingrassa da piccoli viene ora arricchita da uno studio inedito. Infatti, è il primo che indaga gli effetti sulla massa corporea dei piccolissimi non di ciò che mangiano e di quanto mangiano, ma dell'atteggiamento che la madre tiene nell'assolvere il compito di nutrire il figlio. I ricercatori spiegano che questo atteggiamento, o stile come si dice in inglese, è costituito, per esempio, dall'abitudine a seguire uno schema per l'alimentazione del piccolo, se ricorre al cibo per sedare eventuali capricci, se si accorge di quando il bambino ha fame, se si preoccupa perché il bambino mangia poco o troppo poco. E' vero che in questo senso si è da tempo stabilito che l'obesità materna è il principale fattore di rischio per il sovrappeso infantile ma, appunto, nessuno prima aveva valutato anche questi aspetti comportamentali.

La misurazione fai da te funziona
L'indicazione di ricorrere all'automisurazione della pressione sanguigna, per tenere un diario che permetta di valutare che risultati sortisce la terapia diventa percorribile. Però, su questa pratica grava sempre qualche dubbio, e non è poi così raro che ci si presenti dal medico col calepino delle misurazioni e che di questo "non se ne faccia nulla". In effetti molti fattori possono generare diffidenza nei confronti dell'automisurazione, per esempio il fatto il paziente magari è andato di buon passo alla farmacia, o magari ha un apparecchio da pochi euro non propriamente affidabile o, ancora, non è capace di usarlo. Tuttavia la disponibilità di strumenti automatici, da polso o da braccio, ha cambiato la situazione. Lo prova, tra l'altro, uno studio finlandese, dove 98 persone ipertese, trattate con diversi farmaci, sono state divise in due gruppi, uno avviato al monitoraggio domestico, l'altro alla misurazione in ambulatorio.

Antinfluenzale "più forte" per l'anziano?
Sono soprattutto gli anziani a correre i maggiori pericoli per le complicanze dell'infezione virale, in primo luogo la polmonite: oltre il 90% delle morti legate all'influenza riguarda ultra 65enni. Il vaccino è l'arma migliore per ridurre fortemente la mortalità e i ricoveri negli anziani, ma proprio nei soggetti più a rischio la sua efficacia non è ottimale perché con l'avanzare dell'età la risposta immunitaria diminuisce: perciò si ricorre a strategie per aumentarne l'immunogenicità assicurando così una migliore protezione contro l'infezione. Una strategia possibile è aumentare la quantità di antigeni contenuti nel vaccino, cioè delle proteine virali di superficie che innescano la risposta anticorpale e che ogni anno cambiano a causa di piccole mutazioni, fenomeno detto "drift antigenico", dando luogo a varianti virali diverse. Uno studio condotto a Houston, Texas, indica che la soluzione dell'aumento degli antigeni nei vaccini inattivati può essere valida per la profilassi nell'anziano

Liberalizzare serve?
La politica liberale adottata in Svizzera in materia di distribuzione controllata di droghe pesanti è stata lungamente criticata a livello internazionale e dall'Onu. Il timore è che liberalizzare possa significare creare nuove dipendenze. Si chiama politica dei quattro pilastri: prevenzione, terapia, riduzione dei rischi e repressione. E in Italia se ne è parlato diffusamente in un incontro organizzato dall'Agenzia comunale per le tossicodipendenze, auspicandone l'utilizzo sui pazienti tossicodipendenti cronici che non rispondono alle altre terapie, dal metadone ai programmi di recupero "drug free". In sostanza il tossicodipendente continua a usare la sostanza stupefacente che innanzitutto non ha le caratteristiche e la pericolosità di quella che si trova agli angoli delle strade. In più la riceverebbe nei centri appositamente creati per erogare questi servizi. Il soggetto, così, riceve le cure mediche del caso e i supporti psicologici, in più, nell'auspicio degli ideatori, non deve rubare per procurarsi la dose, riducendo pericolosità sociale e microcriminalità. E i risultati svizzeri svelati da Lancet sono un'ulteriore conferma.

 
Notizie dall'ordine   

Ordine dei Farmacisti della Provincia di Pesaro e Urbino
Galleria Roma, 8 - Scala D
61100 Pesaro
Tel. 0721 34802 - Fax 0721 378112
e-mail: info@ordfarmacistips.it
            ordinefarmacistipu@pec.fofi.it

Privacy Policy  

Ordine dei Farmacisti della Provincia di Pesaro e Urbino Copyright 2019

Cookie Policy