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31 gennaio 2012
L'intervista rilasciata dal Vice Presidente Antonio Astuti a Radio Incontro
Il testo integrale del servizio andato in onda il 30 gennaio

 

I farmacisti pesaresi non sono sul piede di guerra, ma contestano, comunque, il decreto liberalizzazioni. Ci spiega quale è la situazione in città il Vice Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Pesaro Antonio Astuti.


Pesaro Comune ha 23 farmacie: 9 farmacie comunali e 14 farmacie private. A Pesaro ci sono 3 parafarmacie, ubicate nel centro della città e in periferia, 2 corner della grande distribuzione. Quindi già, di per sé, in una situazione così delineata, è difficile pensare che una città come Pesaro non preveda, già oggi, una sorta di, non dico liberalizzazione, ma, sicuramente, situazione concorrenziale, sulla quale le persone che accedono al farmaco possono tranquillamente far conto. In un contesto come questo è chiaro che già a Pesaro, di per sé, la concorrenza esiste e questo è assolutamente positivo, per il cittadino, ed è assolutamente positivo anche per noi operatori, perché siamo i primi, ribadisco, ad essere disponibili per semplificare la vita il più possibile ai nostri concittadini. Se vogliamo entrare nel merito del decreto, siamo stati noi stessi a dare suggerimenti perché potessero uscire delle indicazioni. Che poi sono quelle contenute nel Decreto-Legge, per certi versi condivisibili. Ovvio che se entriamo nel dettaglio, ci rendiamo conto che bisognerà rivedere qualcosa da qui a 50 giorni. Ad esempio, è stato deciso un numero di aperture di nuove farmacie: forse, però, questo numero, così come è ipotizzato nel decreto, è decisamente eccessivo. Poi è stata anche definita la liberalizzazione totale degli orari e dei turni. Bene, noi stessi avevamo ipotizzato una maggiore elasticità, tuttavia maggiore elasticità significa poter dare orari più ampi, anche e soprattutto in funzione delle singole farmacie e delle rispettive aree cittadine, ma non certo contraddire un concetto così importante come quello del turno, perfettamente organizzato come è oggi. Un altro punto importante è quello che riguarda l’ereditarietà: va benissimo, siamo i primi a dire che le cose devono cambiare, che quindi siamo ben contenti che i giovani abbiano possibilità di accedere più facilmente ad una possibile carriera di titolarità attraverso i concorsi, ma questo non ha nulla a che vedere con i soli 6 mesi, concessi alla famiglia dell’eventuale defunto titolare di farmacia, per vendere la farmacia.


Non sono sul piede di guerra i farmacisti, però, la serrata il 1° febbraio la farete o non la farete?


L’Assemblea Regionale di Federfarma Marche ha deliberato l’adesione alla serrata proposta da Federfarma Nazionale, quindi in forma del tutto, ancora, io dico, teorica, sì, la serrata del primo di febbraio quindi ci dovrebbe essere. Poi ci sono realtà totalmente diverse l’una dall’altra, come, per esempio, quella della città di Pesaro, dove esistono 9 farmacie comunali che saranno comunque aperte, e conseguentemente, di per sé, una serrata a Pesaro non ci sarà. Vedremo cosa faranno le farmacie private. In conclusione, però, lo ribadisco, l’Assemblea Regionale ieri ha deliberato sì alla serrata del 1° febbraio.

 
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