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23/10/06
Articolo sull'insegna storica dei 'Glomeruli Ruggeri' tratto da 'Il Messaggero'

IL CASO
20 ottobre 2006
Multano l’insegna storica poi s’accorgono dell’errore
di SIMONA SPAGNOLI

Dopo la “finanza creativa”, ecco un caso di “tassazione creativa”. La signora Annamaria Astuti, titolare della farmacia Ruggeri di via Branca insieme al marito, quando giorni fa si è vista recapitare un accertamento fiscale per una tassa sulla pubblicità da 1240 euro, sanzioni, interessi e spese incluse, ha avuto un sobbalzo. Innanzitutto perché l’avviso di pagamento si riferiva all’immensa scritta storica che a Santa Maria delle Fabrecce accompagna da decenni i pesaresi inneggiando ai "benefici effetti dei glomeruli Ruggeri". Poi perché la signora non ha alcun legame di parentela con l’inventore del miracoloso prodotto contro l’anemia, a parte il nome della farmacia che porta ancora il cognome del celebre Oreste, Ruggeri appunto. «Mi sono subito accorta che si trattava di un errore, ma la sorpresa è stata tanta - spiega la signora Annamaria - Non sapendo cosa fare, mi è venuto in mente di interessare l’Ordine dei Farmacisti che si adoperò per salvare la scritta». A quel punto è scattato il tam-tam: «Ho fatto e ricevuto telefonate in proporzione all’assurdità della situazione: vi lascio immaginare quante - racconta il presidente dell’Ordine, Romeo Salvi - E’ già stravagante tassare una scritta storica che c’entra poco con la propaganda pubblicitaria di un prodotto non è neanche più in commercio, tra l’altro chiamando a pagare un contribuente che per puro caso è titolare di un’attività che porta lo stesso nome. Ma lo è ancora di più se a farlo è chi ha deciso, insieme a noi e a Legambiente, di recuperare la scritta riconoscendone il valore storico». In effetti sull’avviso emesso dalla Ica srl di La Spezia, società che riscuote per conto del Comune l’imposta sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, c’è scritto che il contribuente deve ricorrere davanti alla Commissione Tributaria se intende opporsi, naturalmente a proprie spese. A fine mattinata, dopo una velata “minaccia” di chiamare il Gabibbo, l’Ufficio Tributi ha annullato la cartella. «Quando ci sono errori così evidenti non abbiamo difficoltà a riconoscerli spiegano dall’Ufficio E’ uno dei casi in cui il cittadino può tranquillamente far valere lo strumento dell’autotutela: abbiamo sanato così già diverse situazioni». L’assessore al Bilancio, Sabrina Pecchia, è pronta invece a difendere la Ica srl sostenendo che si è trattato di una defaillance isolata: «E’ un’azienda molto professionale che opera in 800 comuni italiani. Finora ha fatto un ottimo lavoro, non mi sembra il caso di stigmatizzarla per un solo errore».

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